OLTRETORRENTE
Uno dei commercianti, uno di quelli che hanno la bottega nella parte finale di via della Costituente, sorride: «Se qui ci sono spacciatori? Ma che domande fate? Sono talmente assidui che persino io, che di certo non consumo quella roba, so quanto costa. A forza di sentire le trattative coi venditori e le lamentele dei clienti ho imparato il listino».
Oltretorrente, tarda mattinata: una cliente origlia la conversazione, rallenta, scuote la testa e conferma. «E non sta esagerando».
No, nessuna esasperazione: la presenza dei pusher in questa parte dell'Oltretorrente fino a non molto tempo fa schivata dal contagio del market dello sballo diffuso sembra essere in crescita, i residenti si lamentano, nelle chat degli abitanti rimbalzano i video delle dosi che passano di mano in mano. E ognuno racconta la sua fetta di storia.
«Questa strada è parecchio cambiata. Ovvio, in peggio. E da circa un anno la presenza degli spacciatori è aumentata. E di conseguenza anche quella dei clienti». Per capirlo, per avere le conferme basta piazzarsi da quelle parti: e aprire gli occhi. Al mattino, orario di lezione nel vicino liceo Marconi e di spese per la gente della zona, la strada è tranquillissima, le panchine sparse in giro, anche per colpa del freddo che taglia le orecchie, sono deserte. Poi con il passare delle ore cambia il panorama: «Fino a quando la scuola è aperta, c'è viavai di studenti e persone e si sta tranquilli. Poi, dopo le 18 compaiono loro».
Inutile spiegare chi sono: arrivano in monopattino o a piedi, si piazzano agli angoli di borgo Parente, nello slargo dedicato a Giandebiaggi, nel primo tratto di borgo Sorgo. E poi aspettano. «Sono sempre gli stessi, ormai li conosciamo. E li vediamo vendere». La tecnica è la stessa, veloce ed efficace: uno sguardo col compratore, ci si sposta di poco, la dose tenuta in bocca viene sputata e consegnata, il cliente prende e va. E lo spacciatore va a recuperarne un'altra. «Le forze dell'ordine passano, li vediamo transitare, qualche volta arrivano anche uomini in borghese. Ma è difficile, lo sappiamo, fermare lo smercio».
A confermare l'allarme il comitato Sos Parma che lamenta un «problema ormai diventato cronico. Non è accettabile che in una zona scolastica e in una via così vissuta si debba assistere a persone che comprano e poi consumano in strada. Non si può far finta di niente», aggiungono Devid Brozzi e Stefano Meli, portavoce del comitato. Che chiede più presenza e controlli mirati nelle fasce orarie critiche, con pattugliamenti costanti e non interventi spot. «I residenti e le famiglie devono sentirsi supportati. Serve un presidio reale». Un presidio che, paradossalmente, è ora in gran parte garantito proprio dalla scuola. «Noi rappresentiamo una presenza importante per il quartiere - spiega, Gloria Cattani la dirigente scolastica del Marconi. - Negli orari in cui la scuola è aperta, fino alle 18, la situazione è calma e sotto controllo. A riprova del valore delle scuole nelle città». Tra le case e nei quartieri, almeno quando i quartieri sono vissuti e popolati: il problema è quasi sempre dato dal vuoto. «Ma non solo: le panchine qui intorno sono diventate il punto di ritrovo per i pusher che sfruttano la strada per incontrarsi coi clienti: hanno bisogno di spazio e l'hanno trovato qui», conclude un'esercente che dalla sua vetrina vede quanto accade. «Da noi certe persone non entrano. Ma vedere la strada ridursi così è un vero peccato». Alle 18.30 c'è buio e freddo in via della Costituente. Sparse in giro alcune ombre pestano i piedi e attendono. Arriva in fretta un tale a piedi: è chiaro che per per la prossima vendita non dovranno aspettare molto.
r.c.
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