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L'intervista

Rachele Rastelli: «Sono tornata a casa. E a Casalmaggiore mi rimetto in gioco»

Rachele Rastelli: «Sono tornata a casa. E a Casalmaggiore mi rimetto in gioco»

17 Gennaio 2026, 03:01

Ci possono essere tante cose belle da impilare una sopra l'altra, nel tornare a casa. Per Rachele Rastelli quella più importante è una: «La mia famiglia che può finalmente venire a vedere le mie partite» rivela. «Negli Stati Uniti era tutto incredibilmente bello: con la squadra le cose andavano bene e a livello individuale ho collezionato una quantità di premi tale da aver riempito due trolley quando è stato il momento di lasciare quel Paese. Eppure, non avere i miei sugli spalti mentre giocavo mi pesava non poco. E lo stesso anche quando sono tornata in Italia, a Melendugno prima e a Perugia poi». E così qualche giorno fa, dopo aver firmato il contratto che la lega alla Èpiù Casalmaggiore, formazione che partecipa al campionato di serie A2 femminile di pallavolo, il pensiero dell'opposta parmigiana classe 1999 è andato subito a quello. «Con la mamma e con mia sorella abbiamo riflettuto sul fatto che non fossi così vicino a Parma da quando avevo 14 anni...».

Praticamente una vita. Nel frattempo, però, di cose lei ne ha fatte. Partendo da Monza e arrivando negli States.
«Già. Nell'ultimo anno in Italia, prima di andare via, ero la seconda di Ortolani in A1. Ma ero così piccola che non ho avuto il tempo di realizzare. In America, invece, è stato come ritrovarsi in un sogno che, se potessi, vorrei rivivere all'infinito. Dopo il Covid il tempo è volato, però nella sfortuna della pandemia ho avuto la possibilità di rimanere un altro anno lì: pallavolo a parte, oltre alla laurea ho anche completato un Master».

Com'è stato tornare nel nostro Paese?
«Da New York a Melendugno, dove sono andata a giocare, confesso che è stato alquanto traumatico. Ho avuto bisogno di un certo periodo di assestamento, come del resto era avvenuto quando mi sono trasferita negli States. Alla fine, però, sono riuscita a dare il mio contributo e la squadra ha centrato la salvezza. Sono stata bene lì e anche a Perugia, in A1, nella passata stagione».

Come ha ritrovato il campionato italiano?
«In realtà non avevo un metro di paragone ben definito: prima di lasciare l'Italia, come dicevo, i campionati di alto livello li avevo appena assaggiati, ero troppo giovane. Non sapevo cosa aspettarmi, insomma. Ho trovato comunque un campionato assai competitivo, che richiede sempre prestazioni al top. Ritagliarsi spazio non è facile. Per il tipo di percorso che ho seguito, le prime vere esperienze in A1 o in A2 le sto vivendo ora, a 25-26 anni, un po' più tardi rispetto alla maggior parte delle altre giocatrici».

Rachele, questa stagione l'aveva iniziata a Messina.
«Sì, ma non è stata una parentesi fortunata. Mi sono fatta male durante la preparazione estiva: sono rientrata ad ottobre, giocando anche una buona partita contro Costa Volpino, nonostante avessi pochi allenamenti nelle gambe. Poi ho avuto una ricaduta e ho preso la decisione di lasciare il club. Ho preferito tornare a casa per curarmi e risolvere questo problema ai muscoli addominali. Il recupero procede bene, gli ultimi esami hanno avuto un esito positivo: nel giro di un paio di settimane potrò finalmente tornare a disposizione».

Indosserà la maglia di Casalmaggiore. «Sono felice di essere arrivata qui. Ho trovato un ambiente accogliente, sia nella dirigenza che nello staff tecnico ci sono persone serie e disponibili. Si è creato subito un bel feeling. L'interesse di entrambi, mio e di Casalmaggiore, è che io guarisca e possa tornare in campo. La squadra mi piace: ci sono tante giovani con ampi margini di miglioramento. Speriamo di poterci togliere belle soddisfazioni, insieme».

Quanta voglia ha di giocare?
«Non è stato un periodo facile da gestire: i problemi fisici ti condizionano non poco anche a livello mentale. Quella iniziata a Casalmaggiore è la terza preparazione che faccio in stagione, senza praticamente aver mai giocato. La salute, però, viene prima di tutto: recuperare al meglio, senza fretta, è una cosa che mi sono imposta. Ora sono focalizzata sul rientro, ho voglia di riprendermi tutto. E di tornare a godermi la pallavolo, lo sport che amo e mi fa stare bene».

Vittorio Rotolo

© Riproduzione riservata

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