Baby gang
Il copione è ormai tristemente ben noto. Il problema è che viene messo in scena un po' troppo di frequente.
Protagonista, suo malgrado, un sedicenne che l'altro ieri, poco dopo la fine delle lezioni, si è trovato alla fermata del bus in via San Leonardo, all'altezza del McDonald's: lui pregustava solo di salire e tornare verso casa. Si è invece trovato a vivere una manciata di secondi che saranno difficili da cancellare dalla memoria.
Il ragazzo, infatti, è stato avvicinato da un terzetto di giovani, forse di poco più grandi, che lo hanno circondato. Ed è stato subito chiaro che non erano in vena di chiacchiere. Quei tre, infatti, hanno iniziato a minacciare il sedicenne che ha capito che non avrebbe potuto reagire. E che in quel caso rischiava anche di farsi male.
Così è stato costretto a svuotare le tasche dalle poche decine di euro che aveva con sé e che i tre hanno arraffato. Per poi andarsene senza fretta con l'atteggiamento di chi non si volta neppure indietro. Perché tanto si sente tranquillo: nessuno lo fermerà.
La riprova della loro assoluta sicurezza è che pochi minuti dopo, a pochissima distanza, un altro ragazzo ha subito lo stesso agguato. Identica la modalità: anche lui, in questo caso appena maggiorenne, è stato affrontato dal solito terzetto: prima qualche frase a muso duro, poi i toni si sono infiammati.
Sì, perché in questo caso la vittima ha osato provare a resistere ai baby rapinatori che non si sono fatti scrupolo e hanno fatto la faccia cattiva. Tanto che sono arrivati al punto di minacciare la loro vittima di morte.
Il messaggio, a quel punto, ha funzionato e anche in questo caso i tre se ne sono andati con un piccolo bottino. Mentre i due giovanissimi hanno avvisato i familiari. E il sedicenne già dopo poche ore si presentato alla caserma di via delle Fonderie per sporgere denuncia.
Ovviamente adesso partiranno le indagini, inizieranno le ricerche. La prima azione degli investigatori sarà quella di analizzare le immagini delle telecamere presenti nella zona per valutare se per caso siano state riprese le fasi delle rapine o quelle immediatamente prima o dopo.
Già in passato i sistemi della videosorveglianza stradale infatti hanno permesso di identificare i rapinatori che, in alcuni casi, hanno anche commesso l'errore di spostarsi usando i mezzi pubblici che sono dotati di apparecchi che registrano il volto di chi viaggia.
Anche grazie a questi strumenti sempre più di frequente i membri delle cosiddette «baby gang» vengono scoperti e denunciati.
E se questo aspetto, ovviamente, risulta molto positivo spaventa scorrere i numeri che fotografano questo fenomeno: durante i consuntivi di fine anno polizia di Stato e carabinieri hanno ricostruito il numero di interventi che hanno riguardato minorenni: nel 2025 ben ventisette di loro sono stati arrestati. Spaventoso poi il numero dei denunciati che, solo per quanto riguarda i carabinieri sono stati 373. L'anno precedente, erano stati 250 a riprova dell'esplosione di una tendenza che riguarda non solo Parma. Sempre più ragazzi, anche giovanissimi, girano con lame e tirapugni in tasca e si moltiplicano i casi di aggressioni con lo spray urticante. Lo abbiamo detto all'inizio: il copione è più o meno sempre lo stesso. Ma con il passare del tempo sta iniziando a fare ancora più paura.
lu.pe.
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