«Parma Europa»
L'accordo tra le Fiere di Parma e quelle di Milano, il futuro dell'aeroporto, il nuovo progetto del Tardini e il miglioramento della raccolta rifiuti porta a porta. Il sindaco Michele Guerra, ospite dell'ultima puntata di «Parma Europa», risponde alle domande del conduttore Pietro Adrasto Ferraguti in merito ai temi caldi per Parma.
«Le Fiere sono state uno dei primi dossier a inizio mandato - afferma Guerra, in onda ieri sera su 12 Tv Parma -. La nuova compagine con il socio milanese è più forte di prima in un sistema fieristico in cui i piccoli rischiano di annegare. Fiere di Parma veicola a Milano Tutto Food e poi non perde le fiere più importanti, come Cibus, Mercanteinfierma e Salone del camper. Inoltre, mantiene un suo protagonismo».
Altro tema: il futuro del «Verdi», da poco salvato grazie all'impegno dei privati, senza dimenticare il contributo della Regione. «Noi non volevamo che Parma avesse un aeroporto cargo - continua -. Con i privati, la Regione, Enac e il ministero siamo riusciti ad andare verso uno scalo passeggeri. L'arrivo dei soci canadesi non ha portato al rilancio sperato e siamo arrivato al rischio fallimento. Per Parma sarebbe stato un grande danno. Siamo stati di fronte ad un'azione compartecipata dal pubblico e dai privati, i quali hanno deciso di investire risorse importanti per salvare l'aeroporto. Anche la politica, da parte sua, ha saputo lavorare bene, perché la Regione ha permesso di compensare la tassa d'imbarco. Oggi Parma ha quell'aeroporto passeggeri adatto alla città. Ora non dobbiamo mollare».
Dagli aerei al calcio, si passa al tanto atteso progetto del nuovo Tardini. «Stiamo aspettando il progetto - ammette il sindaco -. Il Parma Calcio ha chiesto di sospendere la conferenza dei servizi e di variare il progetto depositato, perché ha pensato che se si fosse dovuto portare la squadra a giocare per due anni lontano dalla città sarebbe stato un problema e una perdita. Il nuovo ad del Parma, Federico Cherubini, ha iniziato a dire che il cantiere a fasi era preferibile. Attendiamo quindi la variante di progetto. So che il Parma ci sta lavorando alacremente. Speravo che la variante arrivasse prima, ma la fretta è l'unica cosa che non serve. Quando il Parma presenterà il progetto, si potrà andare avanti con il cantiere per fasi».
Raccolta rifiuti: bene il porta a porta, ma ci sono criticità da risolvere, dichiara lo stesso Guerra. «È uno dei temi che più mi fa arrabbiare, perché il sistema della raccolta potrebbe dare risultati migliori - sostiene -. Ci saranno dei cambiamenti, soprattutto in centro. Ma altre città che sono tornate verso i cassonetti, come Modena, stanno attraversando un dibattito terribile, perché questo ritorno ha portato ad un'esplosione degli abbandoni. Il porta a porta è giusto, ma brutto. È un sistema che ha dimostrato che Parma è una città civile, anche se purtroppo, a causa di pochi, passiamo molto tempo a rincorrere l'inciviltà. Di sicuro noi non riesumeremo assolutamente il cassonetto».
Tema commercio. Questa volta a parlare è Cristina Mazza, direttore di Ascom. «L'istituto Nomisma ha affermato che l'85% dei cittadini dice che senza commercio non c'è sicurezza nei centri storici. Ma allora, perché la gente acquista sempre più online?». L'architetto e professore Paolo Giandebiaggi ricorda: «A Parma convivono sette città da 30mila abitanti. Ci sono però zone in cui abbiamo lasciato macerie. Quei luoghi diventano spazi per la rigenerazione ambientale e sociale». Intanto, Parma cresce e aumentano anche gli studenti universitari. «Aumentano - annuncia il rettore Paolo Martelli - gli studenti extra Ue, che passano da poco più di 500 a oltre mille».
Pierluigi Dallapina
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