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Il caso

Il monossido di carbonio: un killer invisibile

Rigoso, quattro persone intossicate dal monossido

24 Gennaio 2026, 03:01

In inverno e con le temperature rigide, c’è chi per riscaldarsi nelle notti più fredde utilizza bracieri o focolai d’emergenza che possono causare intossicazioni da monossido di carbonio. Il malfunzionamento degli impianti di riscaldamento, magari a legna, o delle canne fumarie sono spesso l’altra causa di possibile intossicazione, anche in forma leggera, a cui occorre prestare massima attenzione.

La sostanza nociva inizia a sprigionarsi dopo che l’ossigeno si è consumato nella stanza. Un gas altamente tossico, incolore, inodore e insapore: respirarlo può causare gravi danni e persino la morte.

I casi recenti

Tre i casi degli ultimi tempi, fortunatamente senza feriti e con lievi intossicazioni, a Fontevivo, a Casale di Mezzani e a Coloreto. Negli ultimi due casi l’incendio è partito dal sottotetto e i residenti sono rimasti esposti ai fumi tossici.

A Fontevivo una famiglia di sette persone, genitori e cinque figli, ha rischiato la vita per avere utilizzato un braciere artigianale posto al centro della casa per ovviare a una notte particolarmente fredda. Appena qualcuno in quella casa si è accorto del senso di malessere è riuscito, per fortuna, a chiamare i soccorsi.

Sono rimasti tutti intossicati lievemente e per questo accompagnati all’ospedale di Vaio dove sono stati sottoposti a ossigenoterapia. La reazione al monossido di carbonio è molto soggettiva, poteva bastare forse qualche minuto in più perché nessuno si risvegliasse.

Ci sono inoltre diversi altri casi che devono ricordare come fumi e gas che si sprigionano dalla combustione, anche lenta e senza fiamma, possono essere pericolosi e anche letali.

Il primario Cantadori

«Il monossido di carbonio – spiega Luca Cantadori, direttore dell’Unità operativa di Anestesia, Rianimazione e Ossigenoterapia Iperbarica dell’ospedale di Vaio – oltre a essere una sostanza altamente nociva, è un gas subdolo perché viene respirato senza accorgersene».

«Bisogna evitare assolutamente l’utilizzo in ambienti chiusi, per scaldarsi o cucinare, di bracieri, barbecue, stufe o stufette a gas» spiega il dottor Cantadori.

Non ci si accorge della presenza del monossido di carbonio, a meno di non avere installati gli appositi rilevatori ma i primi sintomi possono aiutare a evitare il peggio. «Molto spesso - prosegue Cantadori - si avvertono inizialmente cefalea e vertigini, fino ad arrivare alla perdita di coscienza. L’antidoto è la somministrazione di ossigeno, nei casi più gravi è necessario il trattamento in camera iperbarica che ha la capacità di far assorbire all’organismo una maggiore quantità di ossigeno e quindi “ripulire” i tessuti dalla sostanza tossica».

Cosa fare se intossicati

Nel caso si avvertissero sintomi come vertigini, nausea o vomito, confusione mentale, stanchezza, dolore toracico o perdita di coscienza, in presenza di un’apparecchiatura a combustione in ambiente chiuso, anche solo di un forno a gas o una caldaia, è necessario contattare subito il 112 (numero unico europeo). È inoltre prioritario allontanare tutte le persone presenti dall’ambiente contaminato, aprendo porte e finestre per far entrare aria pulita, oltre a spegnere l’apparecchio o l’impianto che sta producendo monossido.

Silvio Marvisi

© Riproduzione riservata

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