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Lutto

Addio a mamma Annalisa, volata in cielo a 49 anni

Addio a mamma Annalisa, volata in cielo a 49 anni

25 Gennaio 2026, 03:01

Ieri, l'ultimo saluto a Annalisa Costa, anticipato dalla benedizione di don Raffaele Sargenti, lo stesso parroco che l'ha vista crescere nella parrocchia di Sant'Andrea, in via Berzioli.

A soli 49 anni, questa mamma dolcissima è stata strappata alla famiglia e alla vita: come un «brivido che vola via». Quarantanove anni illuminati dall' amore che lei stessa ha donato a tante persone, con le sue sue parole gentili e i «passi» generosi.

Nata a Catanzaro il 12 aprile 1976, Annalisa Costa ha vissuto a Parma. E dopo il diploma al Giordani ha lavorato come commessa prima all'Ottica del Centro Torri, poi in quella del centro commerciale del Campus. Cresciuta al Montanara, in quella fetta della città che tutti conoscono come quartiere Bandini, a 15 anni Annalisa ha conosciuto Roberto Colla, suo inseparabile compagno, marito e padre delle sue meravigliose figlie: Martina di 18 anni e Sara di 13. Una famiglia forte, dove uno è per l'altro, in quella bella casa di Vigatto, in cui Annalisa vivrà per sempre: «Una moglie presente - dice Roberto -, sulla quale potevi contare, sempre al mio fianco. E una madre esemplare, pronta all'ascolto: c'è sempre stata, fino alla fine». Una donna molto attiva, che amava la natura e coltivare il giardino. Una sportiva con la passione del beach volley, giocato nei campi della piscina dell'Università. D'altronde il mare le è sempre piaciuto e di viaggi con Roberto ne ha fatti tanti in giro per il mondo, senza mancare all'appuntamento annuale con gli amici a Cervia e a Riccione. Allegra, disponibile, a cui piaceva portare un sorriso alle persone: «Nonostante la Sla, a Natale è stata lei a prendere i regali per tutti - continua Il marito -. Li ordinava online, con il suo computer. Faceva anche la spesa online, proprio per non essere un peso e per contribuire ai compiti famigliari. Fin che ha potuto, non è mai stata ferma. Purtroppo con la Sla non ci sono soluzioni. L'Aisla ci è stata vicino negli ultimi tempi, per dare un aiuto in casa e per i trasporti. Li ringraziamo tanto: l'associazione si è sempre interessata e questo non è scontato. Come avrebbe voluto Annalisa ringraziamo anche i tanti amici che le sono stati vicini in questi ultimi mesi. Chi ha seminato tanto, come ha fatto mia moglie, riceve a sua volta il bene donato».

Non fiori per Annalisa, ma un «pensiero» all’associazione Aisla che l'ha aiutata quando la malattia cercava di avere la meglio in una «battaglia» dura, che però non conosce vincitori. Una battaglia iniziata cinque anni fa e che Annalisa ha sempre combattuto con coraggio, senza perdere. Perché il ricordo di questa giovane mamma vivrà nei tanti che hanno avuto il privilegio di conoscere e in chi ha avuto l'onore di poterla amare: il marito Roberto, le figlie Martina con Filippo, Sara, il papà Leonardo e i suoceri Claudio con Carla. Il suo esempio non sfumerà con l'ultimo saluto, ma tornerà nei gesti di tutti i giorni, nella cura e negli affetti che quest'anima bella ha saputo trasmettere con la sua grande sensibilità.

L'amico e giornalista Luca Sommi sottolinea: «Annalisa era una persona davvero speciale, buona, molto buona, come sanno esserlo solo le persone forti. E lei forte lo era. Amava il mio amico Roberto e le sue splendide figlie, Martina e Sara, e a loro dedicava ogni energia. La malattia non l’ha scoraggiata ad amare la sua famiglia, e la vita, fino all’ultimo. Annalisa era un’amica di cui essere orgogliosi».

Mara Varoli

© Riproduzione riservata

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