carabinieri e polizia locale
Inutile, capita a tutti: guidi con cautela, rispetti i limiti ma quando nella foschia noti in distanza i riflessi blu di un lampeggiante i piedi scattano. Quello dell'acceleratore si alza e l'altro tocca il freno. Come dire: non si sa mai, meglio rallentare.
Un gesto automatico che l'altra sera si è ripetuto decine di volte lungo la via Emilia, sia Est sia Ovest, dove i carabinieri, affiancati dalla polizia locale, hanno organizzato un servizio straordinario di controllo. Lo scopo dichiarato era «il contrasto alla devianza giovanile e il monitoraggio della circolazione stradale». Il primo risultato, lo abbiamo detto, è stato quella pedata sul freno. E di colpo le vie della città si sono popolate di una rilassata processione di automobilisti modello.
Una conseguenza positiva su strade dove di solito la gente corre troppo magari dopo avere esagerato con l'aperitivo. Ed ecco perché tra gli strumenti a disposizioni di agenti e militari c'erano anche i precursori. Sono test rapidissimi che con una sola soffiata svelano se chi guida ha bevuto o si è sballato. E allora iniziano i guai.
I controlli dei carabinieri di Parma, affiancati dai loro colleghi di altre stazioni della provincia e da due squadre della polizia locale, sono iniziati poco prima dell'ora di cena: una pattuglia per senso di marcia, pettorina fosforescente, mitra a tracolla e paletta in mano. I primi ad incappare nello stop sono stati per lo più persone di mezza età, più sorpresi che preoccupati. Tutti si sono affannati a dare i documenti mentre i i dati sono stati inseriti nei computer: alla fine della lunga serata le persone controllate sono state 113 e oltre sessantacinque le auto fermate Per una ora circa la routine degli accertamenti è proseguita senza scosse fino a quando qualche macchina di ragazzi dall'aria più vivace ha suggerito qualche accertamento in più: ad uno di loro più nervoso del dovuto, è stato chiesto di aprire il baule mentre un carabiniere si è accertato che non ci fossero oggetti fuori luogo. Ma alla fine era tutto ok: e il ragazzo è ripartito lasciandosi andare anche a un confidenziale «ciao».
Ben peggio è andata quanto è stata fermata una donna di 36 anni di Parma: qualcosa ha subito fatto intuire che la serata per lei era iniziata presto ed è bastato un soffio nel precursore per colorare il tester di rosso. In questo caso si rifà la prova con l'etilometro che ha confermato: tasso di 0.78 grammi per litro. Serata iniziata presto e pure finita: patente ritirata e denuncia. Un rituale che si è ripetuto per altre due volte. In un caso l'autista era un 80enne che tornava da una cena mentre in un altro caso si è trattato di un 23enne della provincia: per lui il tasso alcolico ha segnato 2.25 grammi per litro. Il limite di legge è 0.50. E quindi denuncia e sbronza colossale.
Più complicata e tesa la situazione quando in via Emilia è stato fermato un 26enne con casa appena fuori città. Per lui gli agenti e i militari hanno deciso di usare il precursore che determina se la persona ha assunto sostanze stupefacenti: il test si è illuminato e allora l'automobilista viene invitato ad andare in ospedale per affrontare il prelievo previsto dalla legge. In caso di rifiuto la legge parla chiaro: chi dice di no è come se ammettesse tacitamente di essere dalla parte del torto. E il ragazzo si è visto sequestrare la macchina e ritirare la patente.
Nei guai, durante i controlli che poi sono proseguiti nelle strade della città, sono finiti anche altri due giovanissimi. Il primo, un 18enne che vedendo le gazzelle ha provato a scappare a gambe levate. Non è andato lontano: raggiunto e perquisito gli sono state trovati in tasca 13 grammi di hashish mentre un coetaneo straniero, residente nel Reggiano, è stato perquisito in via Mariotti. Anche per lui una ventina di grammi di hashish e una denuncia.
Ma lo abbiamo detto all'inizio: tra le finalità c'era la repressione della devianza giovanile e in due casi i carabinieri hanno trovato persone armate di coltello: in un caso un uomo residente nel Mantovano aveva con se un coltello con una lama da oltre 23 centimetri.
Per finire, quando la sera era ormai svaporata nella notte i carabinieri si sono concentrati su due locali pubblici: lo scopo, ovvio, prevenire tragedie come quella accaduta a Crans-Montana. Per fortuna, almeno in questo caso, le regole sono state rispettate. Le uscite di sicurezza erano ben segnalate e perfettamente sicure e i ragazzi probabilmente non si sono neppure accorti dei controlli. Loro hanno continuato a divertirsi. E i militari hanno proseguito la loro lunga notte.
Luca Pelagatti
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata