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Il caso

Biblioteche: «C'è il funerale, oggi si chiude alle 12.30»

Biblioteche: «C'è il funerale, oggi si chiude alle 12.30»

26 Gennaio 2026, 03:01

«Lunedì 26 gennaio le biblioteche del Comune di Parma chiuderanno alle ore 12.30 in segno di lutto per la scomparsa del responsabile Michele Corsello».

Questo messaggio si trova nell'homepage del sito internet delle biblioteche del Comune. Una scelta, quella di fermare un servizio pubblico - seppur non essenziale - per mezza giornata (i funerali di Corsello saranno celebrati oggi alle 14.30 in San Pellegrino), che ha dato vita a un dibattito e qualche malumore tra gli utenti (soprattutto studenti) che utilizzano quotidianamente le biblioteche comunali.

Alcuni infatti, pur comprendendo il grave lutto che ha colpito il sistema bibliotecario cittadino, sono convinti che sarebbe bastata una chiusura simbolica di pochi minuti o il classico minuto di silenzio per ricordare Corsello, «senza penalizzare l'utenza che ogni giorno si rivolge a vario titolo alle biblioteche, a partire dagli studenti» e «garantire così alla cittadinanza un servizio pubblico».

Secondo altri «mantenere aperte le biblioteche sarebbe stato il modo migliore per ricordare chi ha speso la propria vita lavorativa per questo servizio».

Questa la replica di Caterina Bonetti, assessora con delega ai Servizi bibliotecari: «Chiudere i servizi è segno di rispetto per l'improvvisa scomparsa di una persona che proprio alle biblioteche ha dedicato 30 anni della sua vita. Rispetto anche dei lavoratori, che sono a loro volta cittadini, e ai quali diversamente si sarebbe dovuto richiedere di prestare servizio in un momento in cui sentivano invece la necessità di condividere il lutto e il dolore con la famiglia. Rispettare il lavoro è il primo passo per riconoscere la qualità di un servizio che va a beneficio quotidiano di tutta la comunità. Rispettare il lutto e il ricordo di una persona prematuramente scomparsa e che ha guidato il servizio con senso del dovere e costanza è un segno di civiltà in cui tutti dovremmo riconoscerci».

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