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Medioli fa rivivere «La danza» di Giuni Russo

Medioli fa rivivere «La danza» di Giuni Russo

26 Gennaio 2026, 09:50

Sono passati 34 anni, ma non smette di sorprendere la voce straordinaria di Giuni Russo, che torna sulle piattaforme digitali con «La danza», un brano che ha una storia molto particolare e nasce da un’audiocassetta e dal fidatissimo arrangiatore-concertatore della cantante palermitana: Stefano Medioli, figlio del fisarmonicista Corrado e parmigiano «strajè» in quel di Ravenna.

Ma procediamo con ordine: correva l’anno 1992 e Giuni Russo teneva uno dei suoi concerti nelle tournée «piano e voce» in una discoteca milanese. Alla fine delle esecuzioni, decide di sorprendere tutti e, invece dei suoi brani più conosciuti, nei bis intona «La danza» di Gioacchino Rossini, la famosissima tarantella del grande compositore, con le parole di Carlo Pepoli. Nessuna prova, nessun preavviso, solo il desiderio di Giuni di trasformare quella serata in qualcosa di unico. Così, come accadeva spesso, il concerto viene registrato su un’audiocassetta dove Maria Antonietta Sisini, ascoltandola anni dopo, ha scoperto, alla fine del nastro, quella performance straordinaria: uno dei tanti momenti di libertà pura e da genio musicale che Giuni Russo si concedeva e che, perciò, non poteva restare nascosto.

È da quella registrazione che nasce oggi il brano «La danza», con la nuova veste musicale firmata da Stefano Medioli e mixato da Pino «Pinaxa» Pischetola. Racconta Stefano Medioli: «Questo è ciò che è successo: mi ha chiamato Maria Antonietta Sisini tramite Enza, che gestisce la fondazione “GiuniRussoArte”), e mi ha chiesto se mi andasse di dare vita a questa registrazione di tanti anni fa. Il brano era la famosa “Danza” di Gioacchino Rossini originariamente per orchestra e voce tenorile. Chiaramente ho accettato e mi hanno spedito il file digitale. Ho estratto la voce - oggi con i software musicali si può fare veramente tutto - dopodiché, visto che Giuni era stata molto vicina alla versione originale, anche se la sua era una versione più “elettronica”, ho deciso di dare al brano una veste “classica”. Siccome l’originale era in un’altra tonalità, ho trasportato e adattato la parte di pianoforte, dopodiché ho inserito il clarinetto e qualche percussione per dare un “vestito” di musica da camera. Questo perché quando lavoravo con Giuni la formazione era pianoforte, clarinetto e tastiere».

«Il clarinetto in questo caso - prosegue Medioli - è stato registrato da Alessandro Benassi che oltre a essere un fantastico clarinettista è uno dei produttori più importanti nel panorama della musica dance/elettronica. Una volta finita la registrazione, il lavoro è stato passato a Pino “Pinaxa” Pischetola, fonico che non ha bisogno di presentazioni, che lo ha confezionato benissimo! E così, chi volesse, può trovarlo su tutte le piattaforme digitali. Sì: Giuni Russo è riuscita a regalarmi un’altra emozione».

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