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Piscina Ferrari, il Comune chiede modifiche ai due progetti sul tavolo

Piscina Ferrari, il Comune chiede modifiche ai due progetti sul tavolo

26 Gennaio 2026, 03:01

L’attesa non sarà breve perché se, almeno questa volta, saranno rispettate le previsioni, il cantiere per la demolizione e ricostruzione della piscina Ferrari, in via Zarotto, non dovrebbe partire prima della fine del 2026, o al massimo nei primissimi mesi del 2027. A rivelare le date, e cosa sta succedendo dietro le quinte per riuscire a far iniziare finalmente i lavori, ci pensano gli assessori Marco Bosi (Sport) e Francesco De Vanna (Lavori pubblici), impegnati a portare a termine un’opera che si trascina dall’ultima campagna elettorale, quando venne promessa una riapertura a ottobre 2022 (la chiusura definitiva per problemi strutturali, dopo stop parziali già a dicembre 2021, risale al 13 febbraio 2022). Bosi, in merito alla riapertura a ottobre '22, era sempre stato scettico, «è un cantiere molto complesso» aveva detto, ma ora inizia a vedere un possibile lieto fine. Con alcune novità: una piscina all’aperto e l’assenza della palestra, considerata troppo onerosa. Un punto resta fermo: la piscina Ferrari sarà demolita e ricostruita, perché non è considerato conveniente mantenere l’attuale edificio.

Limature al progetto
Entro l’inizio della primavera i due soggetti (al momento il Comune non può rivelare i loro nomi) che a inizio maggio dello scorso anno avevano presentato le rispettive proposte progettuali dovranno modificarle in base alle richieste degli uffici comunali. «A inizio gennaio – spiega Bosi – abbiamo chiesto delle integrazioni, per avvicinare di molto le loro proposte al nostro punto di caduta. Sono fiducioso che possano arrivare a breve». Un ottimismo molto lontano dalla doccia fredda arrivata in consiglio comunale a metà settembre '25, quando lo stesso Bosi disse che le due proposte sul tavolo «erano insostenibili da un punto di vista economico».

«L’amministrazione comunale – dice ora l’assessore allo Sport – vuole individuare il prima possibile il progetto da mettere a gara». Su questo punto, interviene anche De Vanna: «Chi presenterà la proposta migliore avrà una sorta di prelazione, ma la gara è aperta a tutti».

Tempi e costi
«Vorrei che il cantiere partisse entro il 2026, ma non mi stupirei se iniziasse nei primissimi mesi del prossimo anno», chiarisce Bosi, mentre De Vanna ricorda che «la durata dei lavori sarà poco meno di due anni». Per quanto riguarda i costi, la demolizione e ricostruzione della piscina Ferrari è stata stimata in 13 milioni di euro, di cui 3,6 a carico del Comune e il resto a carico dei privati.

Tra sport e inclusione
Ma come sarà la futura piscina di via Zarotto. «È allo studio la possibilità di realizzare anche una vasca all'aperto, all'interno del perimetro della nuova piscina, in modo da rendere l'impianto utilizzabile anche nei mesi estivi. Per realizzarla non verranno consumati metri quadri di parco», garantisce Bosi.

Inizialmente prevista, è stata invece cancellata la palestra, «per alleggerire i costi». A tal proposito, il Comune sta valutando l'ipotesi di abbassare da 1 milione a 500mila euro all'anno il contributo in conto esercizio al futuro gestore, per la durata dei 20 anni di concessione. «La nuova piscina - conclude Bosi - sarà attenta allo sport, con tre vasche, una grande, lunga 25 metri, una media e una piccola. Ma non ci saranno tribune, perché riteniamo più sensato che il pubblico stia nell'impianto di Moletolo. Non ci saranno nemmeno gli scivoli, ma dovrà essere accessibile a tutti, inclusiva. Abbiamo aspettato tanto, ma credo che una volta terminata sarà un fiore all'occhiello per la città». De Vanna assicura: «Sarà un impianto all'avanguardia dal punto di vista tecnologico e sportivo». I nuotatori di Parma aspettano che le idee diventino presto realtà.

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