×
×
☰ MENU

Docu-film

Il Club dei 27 e Federico Rodelli: «Viva Verdi!» porta agli Oscar anche Parma

Il Club dei 27 e Federico Rodelli: «Viva Verdi!» porta agli Oscar anche Parma

28 Gennaio 2026, 03:02

Ci sarà anche un po’ di Parma alla cerimonia degli Oscar 2026 che si svolgerà il 15 marzo a Los Angeles. L’Academy ha svelato le nomination della 98ª edizione, tra cui brilla «Sweet dreams of joy» canzone originale del compositore Nicholas Pike per il documentario «Viva Verdi!», patrocinato dal Club dei 27, candidata nella sezione «Canzone originale». E’ un’aria contemporanea, di respiro operistico, che accompagna il racconto su Casa Verdi, la casa di riposo per musicisti voluta da Giuseppe Verdi a Milano.

Il film è nato a Hollywood ma è stato girato a Parma, Busseto e a Casa Verdi. Co-produttore italiano e autore di alcune delle riprese, effettuate da una troupe statunitense, è il filmaker di San Secondo Federico Rodelli.

Rodelli, come è nato il progetto e che esperienza è stata lavorare al film «Viva Verdi»?
«Magnifica. Per anni ho vissuto più a Casa Verdi che a casa mia. La lavorazione, iniziata nel 2013, è stata molto lunga anche per trovare i fondi. Mi ero appena diplomato alla scuola di regia di Milano e stavo lavorando in una casa di produzione quando mi hanno informato che una produttrice americana aveva bisogno di una guida logistica per un progetto a cui stava lavorando. Alla fine sono diventato l’uomo in Italia della produzione fino a diventarne il co-produttore italiano. La regista Yvonne Russo nel 2010 era a Milano per girare uno special sulla città per National Geographic e si è imbattuta in Casa Verdi. Ha conosciuto anziani ospiti che, a causa del decadimento cognitivo, non ricordavano cosa avevano fatto poco prima ma non avevano dimenticato la musica che avevano cantato, diretto o suonato molti anni fa. Si è innamorata di questo posto speciale al quale ha voluto dedicare un docu-film».

Come si sviluppa il film, che ancora non si può vedere in Italia?
«Abbiamo seguito la vita dentro Casa Verdi attraverso degli sguardi principali di alcuni degli ospiti. In una casa di riposo dieci anni per completare le riprese sono un’eternità quindi purtroppo molti degli ospiti che abbiamo intervistato ora non ci sono più. Il baritono Claudio Giombi, il regista Beppe De Tomasi e la violinista Tina Aliprandi, nel focus del film ci sono le loro storie e quelle di altri colleghi, ed è protagonista anche la musica che lì non è solo un passatempo ma qualcosa che dà ancora senso alla loro giornata. In questo modo il terzo atto della vita per loro non è decadente ma straordinario. Abbiamo passato tempo con loro facendo capire che non eravamo di passaggio per farci raccontare un aneddoto ma che le loro storie erano importanti. Si sono creati bei rapporti. Giombi, diceva che ero il suo Leporello. Ciò che emerge nel film è anche che la musica ha un valore speciale nel passaggio generazionale, con gli anziani che insegnano ai giovani allievi che vivono con loro a Casa Verdi».

Presidente Petrolini, come Club dei 27 avete dato il patrocinio, una sorta di “benedizione” a cui la produzione teneva molto. Soddisfatti del risultato? Che Verdi ne esce?
«Sono pronto per il red carpet! Scherzi a parte, siamo andati alla presentazione a Casa Verdi ed è un bel documentario. Abbiamo dato volentieri il patrocinio perché come diceva il Maestro, è l’opera più bella che ha fatto e noi a Casa Verdi andiamo ogni 27 gennaio. Verdi ne esce come l’uomo illuminato che era, non uno che dilapidava i suoi guadagni ma li impiegava in qualcosa di utile come questa casa di riposo per artisti e musicisti, che in fondo erano le figure necessarie per far sì che le sue opere prendessero vita. Una forma di attenzione e gratitudine. La candidatura della canzone agli Oscar sarà di stimolo per molti per conoscere la figura di Verdi».

Rodelli, cosa emerge di Verdi in questo film?
«Il suo testamento spirituale. Queste persone vivono ancora attraverso di lui. Possono godere di una situazione protetta e vivere ancora di tutto ciò che ha dato senso alla loro stessa vita grazie a lui. Nel film alcuni di loro, come il soprano Chitose Matsumoto lo ringraziano. Grazie Maestro Verdi!»

Ilaria Notari

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI