×
×
☰ MENU

DIFFAMAZIONE

«E' riuscita a convincere mia moglie a separarsi». E lancia accuse all'avvocata: condannato

«E' riuscita a convincere mia moglie a separarsi». E lancia accuse all'avvocata: condannato

30 Gennaio 2026, 03:01

Aveva un'unica «colpa»: aver assunto la difesa di chi non avrebbe dovuto, secondo la personalissima convinzione di quell'uomo pieno di rancore. Lei era l'avvocata di sua sorella, che lo aveva denunciato per stalking. E lui, il fratello, indagato e poi condannato (in primo grado), si era scatenato contro quella professionista che non aveva fatto altro che assistere la donna nella presentazione della querela e del processo. Messa a punto la strategia, aveva pensato bene di inviare due esposti all'Ordine degli avvocati di Parma zeppi di accuse contro la legale, una civilista 51enne con studio in provincia. «Se gli assistiti le chiedono di rimettere le querele, lei li convince a non ritirare le denunce ma a proseguire, con promesse di far guadagnare loro grosse somme di denaro, ma nel frattempo continuando a pretendere irragionevoli fondi spesa», aveva scritto. Poi le aveva perfino attribuito la responsabilità della fine del suo matrimonio. «E' riuscita a convincere mia moglie a separarsi da me e a denunciarmi basandosi su falsità pensate e scritte dalla stessa... (avvocata, ndr)», aveva aggiunto.

Accusato di diffamazione, l'uomo - 63enne, residente in Val Taro - era stato condannato lo scorso marzo dal giudice di pace al pagamento di 1.200 euro di multa e al versamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 5.000 euro all'avvocata. Una sentenza confermata, ieri, dalla giudice Francesca Merli (pm Marirosa Parlangeli), visto che l'uomo aveva presentato appello.

Dopo un primo esposto nel giugno 2021, il 63enne ne aveva inoltrato un secondo a dicembre. Cambiavano i contenuti, ma pur sempre affermazioni farneticanti. E certamente diffamatorie, sia secondo il giudice di pace che per il giudice d'appello. «La signora... (l'avvocata, ndr) ideava per la mia ex moglie una sceneggiata con tanto di finto accoltellamento convincendola a fingere di essere stata ferita con armi improprie dallo scrivente», si era spinto a scrivere. Peccato, che l'avvocata non avesse nemmeno assistito la donna nel procedimento di separazione.

Sempre in quel primo esposto, aveva anche affermato che la legale aveva fatto pressioni su altre persone per denunciarlo «pur di aumentare la propria mole di lavoro». E poi aveva addirittura ventilato la presenza di fantomatici soggetti inviati dall'avvocata che l'avrebbero minacciato, tanto da farlo desistere a presentare molto prima l'esposto. Personaggi che «mi si presentavano quando rincasavo solo, sempre al buio, intimandomi di non mettermi contro l'avvocata..., altrimenti l'avrei pagata cara io e le persone a me care».

Anche durante una riunione condominiale il 63enne aveva vomitato una serie di insulti nei confronti della legale, che non era presente, costringendo l'amministratore a segnalare tutto ai carabinieri. Ma l'avvocata, seppure profondamente turbata, aveva temporeggiato confidando che l'uomo si placasse. Invece, era andato ulteriormente all'attacco. Era passato agli esposti all'Ordine degli avvocati. E, nonostante la denuncia della legale dopo l'invio del primo atto, aveva fatto il bis sei mesi dopo.

Guerra totale. Ma ora si trova già con due condanne, seppure non definitive, sulle spalle.

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI