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Maturità 2026: il nuovo colloquio? Fasan: «Solo 4 materie». Eramo: «Un esame vecchio». Botti: «Manca inglese»

Maturità 2026: il nuovo colloquio? Fasan: «Solo 4 materie». Eramo: «Un esame vecchio». Botti: «Manca inglese»

31 Gennaio 2026, 03:01

Addio all'esame di Stato, ora c'è la nuova Maturità 2026: il Ministero ha pubblicato il decreto con tutte le materie. La novità è il colloquio, che verterà solo su 4 materie per ogni indirizzo.

Tutto è pronto per la prima prova scritta di italiano che si terrà giovedì 18 giugno alle 8.30, mentre la seconda prova scritta, diversa per ogni indirizzo, si terrà venerdì 19 giugno, sempre alle 8.30. Dopodiché, concluse le correzioni via alle prove orali. «La commissione è composta da 4 commissari, due interni e due esterni, più il presidente - spiega il preside dell'istituto Melloni Giovanni Fasan, da tempo nella cabina di regia sull'esame all'Ufficio scolastico provinciale -. Ad ogni commissione vengono assegnate due classi. Relativamente alla prima materia, per tutti è italiano e ai vari indirizzi viene assegnata la seconda prova che è di solito la materia caratterizzante lo stesso indirizzo. Per i tecnici economici la seconda materia affidata al commissario esterno è per tutte le articolazioni economia aziendale. La vera novità è che il colloquio si concentra su 4 materie, oltre a educazione civica e alla formazione scuola lavoro, Fsl. Su 4 materie due sono quelle delle prove scritte. Fino all'anno scorso, invece, il candidato svolgeva il colloquio non solo sulle materie indicate dai sei commissari, ma anche sulle materie che il commissario poteva insegnare: il commissario di italiano conduceva il colloquio anche in storia, quello di matematica anche in fisica e quello di diritto anche economia politica. Inoltre - continua Fasan -, con la nuova maturità non vi è più all'inizio del colloquio la proposta da parte della commissione di uno stimolo culturale su cui far partire il colloquio».

Per quanto riguarda la seconda prova scritta, le materie scelte sono: latino per il classico; matematica per lo scientifico (anche per Scienze applicate e per l'indirizzo sportivo); lingua e cultura straniera per il linguistico; scienze umane per il liceo delle Scienze umane (diritto ed economia politica nell’opzione economico-sociale); discipline progettuali legate ai singoli indirizzi per il liceo artistico; teoria, analisi e composizione per il liceo musicale. Per gli istituti tecnici: economia aziendale e discipline turistiche e aziendali per l’indirizzo Turismo; progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio; nell’indirizzo Informatica e telecomunicazioni, Sistemi e reti; produzioni vegetali negli istituti agrari. «È bello - sorride il preside del liceo classico e linguistico Romagnosi Pier Paolo Eramo - perché mi sembra di tornare giovane. Non vedo nella prova orale un esame di maturità, al contrario sembra proprio l'ultima interrogazione dell'anno. Un esame di maturità vecchio, con un risparmio nel bilancio, visto che è diminuito il numero dei commissari. Sicuramente gli studenti saranno più felicemente maturi, perché le materie interrogate sono 4 invece che 8 o 9, per cui meno ansia e più benessere». La preside del liceo scientifico e linguistico Marconi Gloria Cattani commenta: «Al di là della riduzione dei commissari da 6 a 4, le materie individuate sono in linea con le scelte operate negli anni precedenti. Speriamo che nonostante la riduzione delle discipline, gli studenti possano esprimere il loro percorso quinquennale in un dialogo attivo che coinvolga tutti gli altri ambiti del sapere su cui hanno lavorato in questi anni. Mi auguro che non sia l'esame a domanda risposta, anche perché il mondo nella sua complessità non si può ridurre a domande e risposte. Si parla sempre di colloquio e non si può limitare alla trattazione di un argomento solo da un punto di vista disciplinare, il sapere si crea connettendo le discipline tra di loro. Vedremo anche come verrà specificato nella formazione prevista per i commissari di maturità». Più positiva Alessia Gruzza, preside dell'istituto Gadda: «La Maturità 2026, come delineato dall’ordinanza ministeriale e dalle indicazioni applicative del ministero dell’Istruzione e del Merito, porta verso la centralità del colloquio orale, con l’avvio dalla riflessione dello studente sul proprio percorso formativo e personale. La riduzione delle materie oggetto di esame e l’attenzione al voto di condotta rafforzano l’idea di una valutazione complessiva, non limitata alla sola prestazione disciplinare. In questo quadro, le nuove modalità richiedono chiarezza applicativa e un’attenta lettura condivisa dei criteri, affinché l’esame continui a essere un passaggio significativo e riconoscibile nel sistema educativo nazionale». «La mia perplessità - conclude la preside del liceo artistico Toschi Elisabetta Botti - è sulla mancanza della prova d'inglese che è sempre stata tappa obbligata negli esami di stato. Probabilmente le prove Invalsi hanno in qualche modo dato dei risultati lusinghieri, ma questo non so se vale nelle altre scuole italiane. I risultati della qualità di questo esame li vedremo solo a lavori finiti».

Mara Varoli

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