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Calcio serie A

Una sfida infinita: Parma-Juve, la madre di tutte le partite

Una sfida infinita: Parma-Juve, la madre di tutte le partite

31 Gennaio 2026, 03:01

Parma-Juventus è la madre di tutte le partite, la sfida più attesa e sentita dell'anno dalla tifoseria crociata. Forse seconda solo ai derby con la Reggiana, che, però, sono diventati merce rara nell'ultimo periodo. A queste latitudini i bianconeri saranno sempre considerati i «nemici» giurati per eccellenza, quelli da battere a ogni costo. Una rivalità storica, nata negli anni Novanta, quando le due squadre si contendevano scudetti, coppe nazionali e internazionali e prosegue tuttora, seppur gli obiettivi siano completamente agli antipodi. Dall'esordio assoluto in serie A del settembre '90 fino all'ultimo successo firmato dal colpo di testa di Pellegrino lo scorso aprile: trentacinque lunghi anni di emozioni forti, immense gioie, vedi i trionfi in Coppa Italia e Coppa Uefa, e cocenti delusioni, che includono anche celebri torti arbitrali come il rigore fischiato da Collina nel '97 e la rete misteriosamente annullata a Cannavaro nel 2000. E, sempre in quella stagione, il gol definitivo di Crespo al 92', in nove contro undici, è solo la gemma incastonata in un variegato album dei ricordi che, tra Parma e Torino, rievoca duelli epici e leggendari rimasti scolpiti nella memoria collettiva. Andiamo a riviverli, uno per uno, in ordine cronologico, in quest'affascinante viaggio nel tempo.

9 settembre 1990
L'esordio in A

Davanti al Tardini tutto esaurito, la matricola di Scala, al debutto in serie A, tiene testa alla Vecchia Signora che si impone tra le polemiche, una costante anche negli anni successivi, con il guizzo di Napoli e il contestatissimo rigore guadagnato e trasformato da Roberto Baggio, che renderanno inutile la rete della bandiera di Melli a tre minuti dalla fine, sempre dagli undici metri.

14 maggio 1992
Il primo trofeo

Melli è uno dei grandi protagonisti della magica notte che regala al Parma, in inesorabile ascesa, il primo trionfo in Coppa Italia: nella finale di ritorno tra le mura amiche, il numero 7 gialloblu e Osio ribaltano il rigore dubbio (ci risiamo..) di Roberto Baggio che aveva deciso l'andata al Dell'Alpi e iniziano a far conoscere Minotti e compagni all'Italia intera.

17 maggio 1995
Dinone non perdona

Ci spostiamo a San Siro, dove tre anni più tardi è un altro Baggio, Dino, ex di turno, a bissare il gol di due settimane prima e firmare con un colpo di testa la vittoria della Coppa Uefa. L'1-1 è sufficiente a scongiurare i supplementari dopo l'affermazione (1-0) nel primo atto in una battaglia totale su tre fronti, che vede i bianconeri aggiudicarsi campionato e Coppa Italia fallendo, però, il «triplete».

18 maggio 1997
Il rigore di Collina

Trascorrono altre due stagioni e, alla terzultima giornata, il Parma del giovane Ancelotti, in grande risalita, si presenta allo scontro diretto in casa della Juve capolista a meno sei: l'autorete di Zidane riaccende le speranze poi Collina fischia un rigore inesistente per un lieve contatto tra Vieri e Cannavaro e realizzato da Amoruso. Non mancano le polemiche («rosso» allo stesso Ancelotti), Bravo parlerà, anni dopo, di partita combinata: di sicuro, quel giorno svanisce il sogno scudetto.

7 febbraio 1999
le dimissioni di Lippi

I ducali, guidati da Malesani e all'apice del loro splendore, si prendono una sonora rivincita nel febbraio del '99 rifilando un clamoroso poker esterno (4-2) ai torinesi grazie alla tripletta di Crespo, che segna anche di tacco, e al sigillo di Chiesa che convincono Lippi a rassegnare le dimissioni. «Se il problema sono io, me ne vado», disse in conferenza. E così fece.

9 gennaio 2000
il gol definitivo

Ed, eccoci, alla partita delle partite, che ancora oggi, più di ogni altra, a distanza di oltre un quarto di secolo, provoca brividi veri alla comunità parmigiana. Si gioca al Tardini nell'insolito orario, almeno all'epoca, delle 13 e la Juventus domina in lungo e in largo, trovando il vantaggio con Del Piero su rigore a metà ripresa. Nell'occasione, viene espulso Torrisi seguito a ruota da Dino Baggio che, all'uscita dal campo, farà il famoso gesto dei soldi all'indirizzo dell'arbitro Farina. In nove contro undici sembra finita, ma al 91' Crespo si inventa quello che sarà ribattezzato il gol definitivo e lo stadio esplode in un boato fragoroso per un pareggio insperato che vale molto più di una vittoria.

14 maggio 2000
Fallo di confusione

Sempre nella stessa stagione, non meno iconica la gara di ritorno al penultimo turno, in cui allo scadere, con i bianconeri avanti uno a zero, l'arbitro De Santis, poi coinvolto nello scandalo Calciopoli, annulla inspiegabilmente la rete di Cannavaro in mischia, segnalando il famigerato «fallo di confusione». Il Parma, in pratica, ci rimette il quarto posto e la qualificazione alla Champions, i padroni di casa, travolti da una bufera mediatica senza precedenti, rimarranno impantanati nell'acquitrino del Curi e perderanno lo scudetto in volata a favore della Lazio.

10 maggio 2002
L'ultima Coppa Italia

Il Parma non è più tra le «grandi» ma riesce a togliersi lo sfizio di conquistare l'ultimo trofeo della sua storia a un decennio dal primo e sempre ai danni dei più acerrimi rivali. Basta il sinistro sporco di Junior in avvio per capovolgere il ko di misura (2-1) maturato all'andata e alzare al cielo la terza Coppa Italia.

8 febbraio 2006
L'«ombrello» di Bucci

Più del risultato finale (1-1, in gol Dessena e Ibrahimovic), a esser ricordato è il gesto dell'ombrello di Bucci, a lungo in forza al Torino, verso la curva dei tifosi juventini dopo che Del Piero calcia sulla traversa il rigore (Vieira, sfiorato da Grella, crolla a terra e trae in inganno l'arbitro Palanca) del possibile 2-1 a una manciata di minuti dal termine.

11 aprile 2015
Davide batte Golia

E arriviamo all'eroica impresa del Parma di Donadoni, ultimo e già fallito, che nel più classico dei «testacoda» piega al Tardini, contro ogni logica e pronostico, la Juventus, ad un passo dal quarto tricolore consecutivo e poi futura finalista di Champions, in un confronto impari, solo sulla carta, risolto a sorpresa dalla conclusione di José Mauri in una delle poche soddisfazioni di un'annata da incubo.

2 febbraio 2019
Lo show di Gervinho

I crociati, costretti a ripartire dai dilettanti, si ritrovano in serie A nel giro di appena tre stagioni e all'Allianz Stadium, da neopromossi, compiono una rimonta memorabile (da 3-1 a 3-3) di fronte a CR7, autore di due reti, proprio come Gervinho che al 93' pareggia i conti nell'azione della frase «Tienila lì Mario, bravo Mario (Mandzukic ndr)» pronunciata dagli spalti e divenuta, inevitabilmente, fin da subito oggetto di sfottò.

23 aprile 2025
La zuccata di Mateo

Il resto è storia recente: l'ultimo match al Tardini, posticipato di alcuni giorni a causa della morte di Papa Francesco, è griffato dall'incornata sotto la curva Nord di Pellegrino che, sul cross dalla sinistra di Valeri, supera Di Gregorio per tre punti pesantissimi che consegnano più di mezza salvezza alla squadra ereditata in corsa da Chivu. Domani sera l'ennesimo nuovo capitolo di una serie infinita.

Marco Bernardini

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