Gazza ladra
Perché Saremo è Sanremo!!! Vero o meno che sia, a meno di un mese dal via del Festival le news, le «ultim'ore» si susseguono, insieme alle datate del «dopo ascolto» dei giornalisti. Cominciamo dalla fine. Mah… ma quante giurie ci vogliono per arrivare alla canzone che vincerà? Tre. Non una, non due. Tre! E la ragione di questa tri-partizione pare democratica, anche se le insidie sono sottili: Giuria della Sala Stampa Tv e Web composta da giornalisti accreditati, critici musicali e rappresentanti di testate televisive e online, pesa per il 33%. Giuria delle Radio: formata da emittenti radiofoniche nazionali e locali, valuta la «radiofonicità» dei brani, con un peso del 33%. Televoto: il voto popolare espresso tramite telefono fisso, mobile, app o sito dedicato, rappresentante il 34% del totale. Ma una limitazione c’è stata, la ghigliottina ha tagliato la testa e di brutto alla Giuria Demoscopica, un adorabile “tuffo nel passato”, collegamenti con le sedi Rai e i coinvolti erano di età dai… ai… E ulteriore novità sul fronte del voto: per la quarta serata quella dei duetti e degli omaggi, le tre giurie «nobili» voteranno le esibizioni che però, attenti al disbrigo, non influenzeranno la gara generale della serie bravi eh ma che bravi però quel voto non finirà nel calderone generale e non varrà per la computa della classifica finale. Ma il venerdì si preannuncia come la più spettacolare serata del Festival 2026: Arisa, con il Coro del Teatro Regio di Parma, proporrà «Quello che le donne non dicono», un altro pizzico di Parma col residente Mario Biondi che sosterrà Sayf per «Hit the road Jack», ma poi ci si avventura in un’altra galassia con Patty Pravo che omaggerà Ornella Vanoni cantando «Ti lascio una canzone» col primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano Timofej Andrijashenko e se ci si vuole realmente stupire Fulminacci, che coraggioso molto, rifarà la storica «Parole Parole», Mina /Alberto Lupo, con la giornalista Francesca Fagnani, a ruoli ribaltati. Queste sono alcune delle proposte del venerdì «delle meraviglie» ma, per quanto solo indicative siano, torniamo alla classifica, sortita dalla media dei voti, dati dai più importanti giornalisti musicali: un accenno, la «testa» e la «coda» e anche «in mezzo». All’ultimo posto (media 4,65) si posiziona Elettra Lamborghini con «Voilà». In mezzo troviamo due nomi storici: Arisa (6,30 «Magica favola») e Patty Pravo (6,30 «Opera») E il podio? Sul terzo gradino si piazza Sayf con «Tu mi piaci tanto» (7,27). Al secondo posto c’è Fulminacci con «Stupida sfortuna» (7,34), mentre la posizione numero uno, almeno per il momento, è per Ditonellapiaga: «Che fastidio!» Con un 7,64 e la sensazione è che abbia convinto proprio tutti. Vediamo - o sentiamo, sentiremo - se la ragione girerà per questo verso, so no, direbbe la outsider che nessuno prevedeva vincitrice, Tiziana Rivale (e che ora è praticamente scomparsa) «Sarà quel che sarà», appunto. «E poi domani si vedrà». Tutti cantano Sanremo. Buona domenica.
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