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Intervista

La settimana olimpica di Salsi: «Il concerto per Mattarella e giovedì tedoforo a Milano»

La settimana olimpica di Salsi: «Il concerto per Mattarella e giovedì tedoforo a Milano»

02 Febbraio 2026, 03:01

Settimana olimpica - letteralmente! - per Luca Salsi: il nostro baritonissimo, voce piena e potente, dopo aver collezionato centinaia di costumi di scena nei teatri di mezzo mondo, si prepara a indossare la «supercool» tuta bianca da tedoforo (pare ambitissima negli acquisti online). Sarà infatti tedoforo, a Milano: giovedì alle 19 porterà per 200 metri la mitica fiaccola nella centralissima via Senato. Non è tutto: stasera sarà la voce protagonista del concerto straordinario alla Scala, diretto da Riccardo Chailly e alla presenza del presidente della Repubblica Mattarella, evento delle celebrazioni istituzionali per l'apertura della sessione del Comitato Olimpico Internazionale.

Luca Salsi, come l'hanno contattata per fare il tedoforo?

«Mi avevano chiesto se volevo partecipare per cui ho compilato un modulo dando la mia motivazione e dicendo che, secondo me, la musica e lo sport sono molto vicini e si poggiano su principi simili, per entrambi ci vuole dedizione, ci vuole costanza, ci vuole impegno. Sono un lavoro ma anche una grande passione. È piaciuta l'idea e gli organizzatori mi hanno mandato una mail dicendo “Sarai uno dei 10.000 tedofori". Quindi, bello, bello. Anche se io con lo sport giocato non c'entro molto...»

Ma no, gioca a tennis, lo segue e si arrabbia pure quando i suoi beniamini (leggi alla voce Sinner) perdono...

«È tanto che non gioco perché non ho mai tempo. Però amo lo sport, seguo il tennis. E sì, mi arrabbio. Ma l'altro giorno (Djokovic contro Sinner nella semifinale degli Australian Open, ndr) non mi sono arrabbiato perché devo dire che Djokovic era in una forma impressionante. Ha giocato la partita della sua vita».

Lei è un gran tifoso di Sinner, lo possiamo dire?

«Sì, assolutamente, sono super tifoso. Rispecchia quello che dovrebbe essere l'emblema dello sport. Mi piace la sua concentrazione, mi piace la sua serietà, mi piace la sua semplicità, mi piace che quando è in campo mette tutto se stesso. Non entra con le cuffie ma entra concentrato per giocare la miglior partita della sua vita».

Che sono i suoi valori...

«Anche io quando sono in scena sono così, concentrato. Non c'è spazio per sciocchezze intorno. Io sul palcoscenico, lui sul campo da tennis: il nostro valore si dimostra lì».

L'appuntamento di giovedì 5 febbraio non sarà il suo unico impegno per le Olimpiadi...

«No, fare il tedoforo è bellissimo, ma la cosa più bella per me è cantare lunedì sera (stasera, ndr) al concerto d'inaugurazione alla Scala davanti al presidente Mattarella, con l'Orchestra del Teatro alla Scala diretta da Riccardo Chailly e io come solista. Canterò recitativo e aria della Forza del destino, “Urna fatale”, l'aria del Macbeth “Pietà, rispetto, onor” e poi dal Guglielmo Tell “Resta immobile”. Sono molto orgoglioso, è un evento unico».

Diciamo che inizia l'anno alla grande...

«Vero. Ho iniziato cantando in una bellissima produzione di Simon Boccanegra alla Fenice di Venezia. Ora ho questi impegni a Milano, poi sarò a Napoli per Falstaff. Quindi al Metropolitan, poi di nuovo alla Scala con Nabucco, tra l'altro insieme a Michele Pertusi che per me è un fratello»

Ultima curiosità: i suoi figli, Ettore di 19 anni e Carlo di 16, cosa dicono della sua impresa da tedoforo?

«Li diverte molto! Anche perché loro sì che sono sportivi. Praticano il basket, uno è alto 1,96, l'altro è 1,93. Sono marcantoni, belli e bravi. Sono molto fiero dei miei figli, lo scriva che ci tengo».

Mara Pedrabissi

© Riproduzione riservata

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