La «regina del centralino»
Rosaria Spinelli
La regina del centralino. Così, con un sorriso ironico, si definiva Rosaria Spinelli. Un appellativo che all’Ipsia conoscevano tutti e che, dopo 25 anni di servizio, era diventato quasi una certezza.
In quell’istituto, Rosaria era molto più di una collaboratrice scolastica. Come la definiscono le colleghe, era il perno della squadra, la presenza discreta e costante che teneva insieme persone e storie. A portarla via, lo scorso 2 maggio, è stato un brutto male, arrivato in silenzio e capace di spegnere tutto in poco tempo. Da sabato, proprio in quel centralino che per anni è stato il suo posto, una targa porta inciso il suo nome. È stata scoperta nello stesso giorno in cui un’altra targa ha ricordato Francesco Ajdini, studente dell’Ipsia tragicamente scomparso il 26 novembre scorso in un incidente in scooter a Sorbolo.
«Oggi ricordiamo Rosaria, collaboratrice scolastica sempre disponibile e sorridente - afferma Sondra Bellacicco, una collega -. Chi di noi non prova un sussulto entrando a scuola e trovando quella postazione senza di lei? Quel posto era insostituibile, perché lei lo era. Vogliamo ricordare soprattutto l’amica, la persona a cui potevi affidarti e che sapeva sempre trovare una parola di conforto. Dal suo volto non traspariva mai la preoccupazione, c’era solo il sorriso».
Anche durante la malattia, Rosaria non aveva smesso di essere sé stessa. La disponibilità verso gli altri, la capacità di ascoltare, la naturalezza con cui accoglieva chiunque bussasse a quel centralino non erano mai venute meno. «Sapevi di poter sempre contare su qualcuno - ricorda uno studente -. Se avevi un problema, anche piccolo, lei c’era sempre. Non faceva differenze, ascoltava tutti e trovava il modo di aiutarti, con calma e con il sorriso».
Ora quella presenza, invisibile ma familiare, resta impressa in modo permanente nel luogo che più di ogni altro la rappresentava. Un segno semplice, ma carico di significato, che parla a chi ogni giorno attraversa quei corridoi. «Questa targa non è solo un riconoscimento per la collaboratrice - prosegue Bellacicco -. È il nostro modo di dire grazie alla persona che è stata, ma è soprattutto un modo per condividere un pensiero unanime: Rosaria è e sarà sempre nei nostri cuori. È difficile sopportare questa assenza».
A svelare la targa sono stati il figlio e il marito, visibilmente commossi, in un silenzio carico di rispetto e memoria. «Rosaria era una persona deliziosa, così come l’hanno conosciuta tutti a scuola - racconta il marito Domenico Gambino -. Il centralino era il suo posto, lì ha passato tanti anni della sua vita, sempre con dedizione. Ho sempre sentito solo parole bellissime da parte dei colleghi, e questo mi riempie di orgoglio».
Laura Ruggiero
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