Lutto
Una vita per la quale ce ne sarebbero volute altre cento. Perché una sola non bastava a contenere tutte le passioni, gli impegni e gli affetti di Lorenza Curti, venuta a mancare nei giorni scorsi a soli sessant'anni, strappata al mondo da una malattia. Maestra di matematica al mattino, corista al pomeriggio. Ma anche pittrice di acquerelli, volontaria attiva, e molto altro.
A fare emergere per primo le sue caratteristiche è il marito Angelo Rizzardi, con il quale l'insegnante aveva condiviso quasi quarant’anni di vita, e che ancora fa fatica a parlare di lei al passato.
«Non riesco davvero a descriverla con qualche aggettivo fine a se stesso: perché Lorenza si appassionava a tutto – spiega Rizzardi –. Andavamo spesso ai concerti, alle prime del teatro Regio; partecipavamo alle manifestazioni di balli ottocenteschi e facevamo parte di due cori cittadini, uno più religioso e uno più pop: il coro di San Giovanni Battista e quello del Cristo Risorto. Poi, tra le altre cose, siamo volontari dell’associazione della cultura di Parma, e abbiamo anche partecipato al Palio di Parma, cantando nel coro di apertura».
Ma insieme avevano coltivato anche una grande passione per i viaggi: «Abbiamo girato quasi tutto il Sud America, in Grecia andavamo spesso al mare. In montagna, in Austria e in Alto Adige, perché amavamo sciare e fare passeggiate… Sempre insieme».
Lorenza, racconta ancora il marito, era una donna forte e riservata. «Ci facevamo forza l’un l’altro - prosegue Angelo -. Per me era una roccia, un’ispirazione, una bussola. Mi dava la forza di fare le cose, di andare avanti. La malattia me l’ha portata via in modo doloroso. E il vuoto che lascia, ora, è incredibile: mi manca un punto di riferimento, la mia forza». Una forza silenziosa, che Lorenza portava anche nel suo impegno di maestra. Per oltre venticinque anni ha infatti lavorato alla scuola elementare Bottego, dell’istituto comprensivo Puccini, diventando un punto fermo per colleghi, alunni e famiglie.
«Ha insegnato matematica per tantissimi anni - comincia a spiegare Amalia Striano, collega e responsabile del plesso -. Era una docente "di una volta", si può dire, capace di trasmettere rigore e metodo. La sua apparente rigidità permetteva agli alunni di imparare per davvero la matematica. Ma lei teneva moltissimo a loro, e li stimolava anche con esercizi fuori programma, come i sudoku. I genitori di questo erano molto contenti. È rimasta nella nostra scuola per almeno venticinque anni, portando avanti diversi cicli completi. Direi forse cinque. Sono per questo certa che i suoi ex alunni la ricorderanno con affetto».
«Fuori dall’aula - aggiunge la collega - svolgeva volontariato, amava il ballo, l’acquerello, l’orto: era una persona che sapeva davvero riempirsi la vita. Anche per questo la notizia della sua scomparsa è stata una doccia fredda per tutti noi».
Lorenza Curti lascia quindi il marito Angelo, la sorella Maria Chiara, il fratello Luca, le cognate, i nipoti e i parenti tutti.
Il funerale si svolgerà questa mattina alle 9,30 nella chiesa della Trasfigurazione.
Ginevra Maria Bianchi
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