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Era in Rianimazione

Addio ad Alice Gandolfi, travolta lunedì a Baganzola. «I tuoi, gli occhi del cuore»

Addio ad Alice Gandolfi, travolta lunedì a Baganzola. «I tuoi, gli occhi del cuore»

04 Febbraio 2026, 03:01

Gli occhi del cuore. Quelli che scrutano l'anima, oltre la sostanza. E che abbracciano il prossimo senza giudizio, scavalcando la scorza, i limiti, le differenze. Lei, che non poteva vedere, riusciva a guardare meglio di chiunque altro. «Come faccio? Osservo con la schiena», rispondeva a chi le chiedeva della sua disabilità. Ribaltando, in un secondo, la prospettiva.

Coraggiosa, generosa, buona. Alice Gandolfi, 84 anni, se n'è andata per sempre ieri nella tarda mattinata, in un letto d'ospedale. Lunedì era stata trasportata d'urgenza in Rianimazione dopo quell'impatto tremendo contro un furgone a Baganzola: era uscita da poco dalla chiesa, aveva seguito la messa delle 18,30, quando il mezzo ha investito lei e un'amica, un'ottantenne, che la stava accompagnando (per quest'ultima 30 giorni di prognosi e il ricovero in Ortopedia). Lo scontro terribile è avvenuto verso le 20, e pochi istanti prima Alice si era fermata a parlare con il parroco, don Corrado Vitali: «Una persona meravigliosa - la ricorda così -, che si è sempre occupata dei rapporti tra Nord e Sud del mondo. La disabilità non le ha mai impedito di sviluppare l'attenzione per i temi della giustizia e della solidarietà». Alice è volto noto del volontariato. Impossibili da contare i progetti, le esperienze in Africa, le iniziative scolastiche che ha realizzato in questi anni, da quando è andata in pensione, dopo aver lavorato come centralinista per diverso tempo alla Salvarani e all'Amps. «La sua è stata sempre una vita piena nell'aiutare il prossimo - racconta il fratello Luigi Gandolfi, ex assessore e consigliere comunale -. Ora sono tantissimi gli amici che ci stanno telefonando, sono disperati: la sua mancanza è profonda». Tra i progetti del cuore c'è «Kuminda» per garantire il diritto al cibo, ma anche il progetto «Calamaio», grazie a cui insegnava agli studenti a rapportarsi con la disabilità. E ora era vicepresidente dell'associazione «Tsiry Parma», supporto solidale e finanziario a progetti per la tutela e gestione di alcuni massicci forestali ancora presenti in Madagascar. Percorso che ha condiviso con suo nipote Nicola, operatore volontario dell'associazione in Madagascar: «Mia zia, la mia madrina, la mia confidente - sospira -. È stata per me un punto di riferimento molto importante. Mi ha trasmesso la volontà di fare del bene agli altri. Il significato più vero dell'aiuto».

Un impegno profondo, sentito, riconosciuto dalla comunità. Nel 1996, infatti, Alice Gandolfi ha ricevuto la medaglia d'oro del premio Sant'Ilario. «Per la sua dedizione al volontariato, per essere visionaria e aver cercato di rendere il mondo un posto migliore», spiega Francesca Bigliardi, l'amica che l'accompagnò quel giorno a ritirare il premio. Saper tessere relazioni, era questo il suo segreto: «Alice era sempre in prima fila, aiutava e spingeva tutti a fare del proprio meglio - commenta l'assessora all'Associazionismo, Daria Jacopozzi -. Con grande concretezza, saggezza, non lasciava niente di intentato: una luce che illuminava il gruppo».

E quella predisposizione ad amare l'altro, Alice la aveva innata. «Ci conosciamo da quarant'anni, Alice è stata una ricchezza enorme - racconta commosso Danilo Amadei, amico storico -. Averla persa è un dolore enorme, ma il sentimento che prevale è la gratitudine. Se Parma è una città più accogliente, solidale, che vive il limite come apertura, è anche grazie ad Alice». E a suo marito Amos Govi. Un corpo e un'anima sola, quei due. Per mano nella vita, nei progetti. Per mano fino alla fine: Amos è venuto a mancare a pochi giorni di distanza da Alice, sei giorni fa. «Speriamo che questo sia un segno, li immaginiamo abbracciati, ora», spera chi l'ha conosciuta. Intanto, per i tanti che vorranno salutarla, il rosario sarà domani alle 20 nella chiesa di Baganzola. Per Alice, che sapeva guardare dentro con sensibilità. Con gli occhi del cuore.

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