Vicofertile
Gianni di Lalla, infermiere della centrale operativa 118 e dell'elisoccorso da ben 22 anni, ha una discreta esperienza.
«La chiamata è arrivata alle 12,40 e già in fase della trascrizione dell'indirizzo per cui si chiedeva l'intervento si sentiva che era una situazione importante. Mentre mi passavano la telefonata ho ricevuto la scheda dalla Cur (centrale unica di risposta): la signora al telefono chiedeva un'ambulanza. Le ho chiesto il motivo e lei mi ha detto che un bimbo non stava bene. Così ho chiesto il collegamento telefonico con l'app Flagmi, con la quale si ha in tempo reale le immagini della situazione. Vedendo quello che stava accadendo, ho subito chiesto di praticare il massaggio cardiaco, cercando di comprimere il torace scoperto con una mano e di scendere per 5 centimetri. E la maestra lo ha effettuato. Il bimbo si stava riprendendo e ha espulso il pezzo di pane che aveva ostruito le vie aeree, per cui era andato in arresto cardio-respiratorio. Quando ho visto che il pezzo di pane era fuori, ho subito detto di sospendere il massaggio cardiaco. E finalmente il bambino ha aperto gli occhi. Per cui ho consigliato di metterlo sul fianco. Il collegamento telefonico è durato fino all'arrivo dei soccorsi. Questi incidenti purtroppo possono succedere e sono ad alto rischio. La prima cosa da fare, quando il paziente perde i sensi, è praticare una rianimazione cardio polmonare. E in questo caso la maestra è stata davvero brava. Il consiglio? L'importante è far chiamare sempre i soccorsi da chi è sul posto, solo così riusciamo a dare precise istruzioni per la prima emergenza». M.V.
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