Lutto
«Una persona di altri tempi», di quelle che sembrano appartenere a una stagione più lenta e gentile della città. La salumeria Caselli, in strada Elevata, all’angolo tra via Mantova e via Emilia Est, era questo: una soglia familiare, un luogo fatto di profumi riconoscibili e di abitudini tramandate, rimasto aperto fino agli anni novanta, quando l’attività cessò. Entravi e ti accoglievano il profumo del legno consumato dal tempo, il banco sempre ordinato, le voci di chi passava ogni giorno. E al centro, quasi naturalmente, c’era lui: un uomo dallo sguardo buono e dal sorriso composto. Era Gianni Caselli.
Gianni Caselli si è spento all’età di 89 anni. I funerali si terranno oggi, partendo dall’ospedale maggiore per la chiesa di San Michele di strada Repubblica, con successiva cremazione al tempio di Valera. Ma il suo nome resta indissolubilmente legato a quella bottega storica che, per il quartiere, non è mai stata soltanto un negozio, ma un punto fermo della vita quotidiana.
La salumeria Caselli affondava le sue radici lontano nel tempo, già prima della guerra, ed era stata portata avanti dal padre Mario, figura molto conosciuta in zona. Gianni aveva iniziato a lavorare accanto a lui, in un rapporto fatto di continuità, rispetto e presenza costante.
«Erano legatissimi», racconta il fratello Giuseppe. «Siamo sempre stati una famiglia molto unita, un vero negozio familiare. Gianni era una persona disponibile, sempre gradevole, capace di aiutare». Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un «gentiluomo». Una presenza discreta, mai invadente, ma sempre attenta.
«Con i bambini era dolcissimo», racconta Giacomo Dall’Aglio, del bar Stralvè, che lo conosceva da oltre vent’anni. «Li accoglieva con una carezza, offriva una caramella, a volte un pezzo di focaccia. Sembrava davvero una persona di altri tempi». Un commerciante storico, un caposaldo di strada Elevata, uno di quelli che avevano sempre una parola buona per tutti.
Nel ricordo dei familiari resta anche la figura dello zio presente e affettuoso. Il nipote Gabriele racconta di quando, da bambino, veniva accompagnato in bottega, dei tanti insegnamenti ricevuti e delle passioni condivise, come l’amore per il Parma calcio, vissuto con entusiasmo insieme alla compagna Milena, tra partite viste fianco a fianco e ricordi che restano. C’era poi un gesto semplice, che dice molto del suo modo di stare nel mondo e nel quartiere. Dal balcone di casa, affacciato sulla zona della fiera di San Lazzaro, Gianni fotografava la fiera ogni anno e regalava quegli scatti ai negozianti intorno. Un modo silenzioso per restituire ciò che aveva ricevuto: appartenenza, memoria, comunità. E forse, un giorno, qualcuno troverà, da qualche parte, una di quelle sue foto, sbiadita dal sole. E sorriderà, riconoscendo un modo gentile di stare al mondo. Perché la salumeria Caselli non era soltanto un’attività, ma il segno di una presenza legata a un tempo che non c’è più. E quella presenza, oggi, è il ricordo vivo di Gianni.
Asia Rossi
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