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Il caso

Comuni montani, esclusi anche Fornovo e Lesignano

Comuni montani, esclusi anche Fornovo e Lesignano

07 Febbraio 2026, 03:01

Il giorno dopo la notizia i malumori, e la preoccupazione, aumentano. Alla fine, non solo Varano Melegari, ma anche i comuni di Lesignano e Fornovo non rientrano nella nuova classificazione dei territori montani, voluta dal ministro Calderoli. Sono invece rientrati in extremis nella classificazione Solignano, Pellegrino e Neviano Arduini, che in una prima bozza risultavano esclusi. Ora, in attesa dei decreti attuativi, i comuni non più montani dovranno fare i conti con le conseguenze, in termini di risorse per il bilancio e del riverbero, a cascata, su cittadini e aziende.

«È una legge palesemente sbagliata» commenta il sindaco di Lesignano Andrea Borchini, che evidenzia le incongruenze della scelta. «Lesignano è considerato dalla Regione un comune montano, fa parte di un’Unione montana, è in mezzo a due comuni montani – Langhirano e Neviano – molto simili per caratteristiche, e rientra in un’Area Interna. Non ha senso. Ci mette nelle condizioni di diventare, all’interno dell’Unione, un’eccezione, cosa che ora ci impone di valutare la convenienza di rimanere, con le possibili conseguenze anche in termini di stabilità dell’ente. Perché ci sono differenze che fanno la differenza, in ordine di bilancio, ma soprattutto per i cittadini e le imprese, in particolare agricole che avranno i danni peggiori. Perderemo i fondi Fosmit, le agevolazioni per asili nidi, i bandi pubblici con premialità ai comuni montani. I giovani potranno ancora usufruire delle norme agevolative per l’acquisto della casa nei comuni di montagna? Le nostre imprese agricole potranno ancora produrre il Parmigiano Reggiano di montagna? Temo di no e questo avrà delle ricadute pesantissime, ingiustificate se, appunto, si considerano i territori limitrofi».

«E l’Imu? - insiste Borchini - Torneremo a pagarla su tutti i terreni? Queste cose gridano vendetta. Ci saremmo aspettati una decisa, maggiore attenzione anche da parte della Regione. Noi faremo, come sempre, con ciò che abbiamo, quello che è impensabile è la concorrenza sleale fra aziende che sorgono fianco a fianco».

Interrogativi che si pone anche la sindaca di Fornovo, Emanuela Grenti, preoccupata per una situazione che ancora attende chiarimenti sulla concretezza delle conseguenze. Unica certezza: le scelte che colpiscono i comuni cerniera avranno un riverbero su quelli più alti. «È una situazione che ci penalizza tantissimo. Se ci indeboliamo noi, inevitabilmente si indebolisce la montagna. Se chiudiamo dei servizi, le persone scelgono di trasferirsi – spiega -. Non hanno tenuto in considerazione alcuni elementi essenziali, per capire come sostenere i comuni di montagna attraverso i comuni cerniera. Ci sono dei servizi usufruiti non solo dalle persone del nostro comune ma da tutti, che consentono alle persone di rimanere. È una legge fatta solo per risparmiare risorse. Ci vorrebbe un po’ più di conoscenza del territorio prima di fare scelte avventate».

Maria Chiara Pezzani

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