fragilità
La nostra salute mentale è sempre più fragile. Lo confermano i numeri. In meno di vent'anni, per la precisione dal 2006 al 2024, il totale degli adulti presi in carico dal servizio di Salute mentale è aumentato dell'87%. In valore assoluto, il numero dei pazienti, a livello provinciale, è passato da 4.599 a 8.591, segnando 4mila persone in più. Stando sempre ai dati forniti dall'Ausl e contenuti nel Rapporto sulla coesione sociale della Camera di commercio dell'Emilia, un minore su dieci (il 10% all'interno della fascia d'età) è in carico ai servizi di salute mentale dell'Ausl. Tradotto in numeri, significa che 6.647 minori (dai piccolissimi agli adolescenti) sono seguiti dal servizio.
Il ruolo dei genitori
«Abbiamo affinato le tecniche per intercettare i disturbi e, inoltre, c'è anche un'intercettazione precoce delle problematiche. Disturbi gravi dello spettro autistico, ad esempio, ora li si individua anche a un anno e mezzo, mentre prima, verso i tre anni», chiarisce Antonella Squarcia, dirigente della Neuropsichiatria infanzia e adolescenza dell'Ausl. «In tutto il nord Italia circa il 10% dei minori entra in contatto con la neuropsichiatria. Fino ad una decina di anni fa la percentuale era attorno al 5%», specifica.
Ma attenzione, i dati vanno capiti, interpretati. «Riteniamo che circa un 30% degli accessi non abbia nulla di patologico e che il loro problema ricada più in una sfera sociale», avverte. «Se i genitori, invece di parlare al neonato, guardano in silenzio il cellulare, è chiaro che il piccolo svilupperà competenze linguistiche più avanti nel tempo», continua Squarcia, che rivolge un ulteriore avvertimento.
«Abbiamo notato che molti genitori faticano ad accettare il proprio ruolo. Vogliono riprendere spazi di libertà il prima possibile, pretendendo che i bambini diventino autonomi precocemente. Così però si possono creare gravi problemi alla sfera emotiva».
La presenza dei genitori è fondamentale anche quando si tratta di abuso di sostanze. «Pare che i ragazzi usino le sostanze per colmare un vuoto - conclude Squarcia - ma se il vuoto viene colmato, il più delle volte coinvolgendo i genitori, la risposta è buona».
Sempre più soli
Parlando degli adulti, due fattori potrebbero giocare a sfavore della salute mentale. Primo, «l’aumento dei disturbi psichici nella popolazione generale; questo è confermato soprattutto per i disturbi di lieve-moderata gravità, mentre quelli più gravi hanno dimostrato una prevalenza stabile nel tempo. La seconda possibilità è che un maggior numero di utenti con disagio psichico si sia rivolto maggiormente ai servizi pubblici», fa notare Carlo Marchesi, direttore del dipartimento assistenziale integrato Salute mentale-Dipendenze patologiche dell'Ausl. «Va, inoltre, considerato che il peggioramento delle condizioni economiche abbia potuto spingere un maggior numero di persone a chiedere aiuto ai servizi pubblici», aggiunge.
Ma cosa affligge gli adulti? «Sono più frequentemente affetti da disturbi psicotici, per esempio schizofrenia, disturbi dell’umore, in particolare disturbo bipolare, i disturbi di personalità di maggior gravità», specifica.
La solitudine, poi, è una dei peggiori nemici della salute mentale. «Una rete sociale che fornisca un supporto ad una persona che si trovi in una condizione di difficoltà è fondamentale sia per prevenire un peggioramento sia per permettere un rapido recupero del livello di funzionamento precedente - dice Marchesi -. È facile intuire che la composizione media di una famiglia italiana, pari a 1,7 componenti, dato emerso dall’ultimo censimento, non risponda a questo requisito».
Pierluigi Dallapina
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata