Olimpiadi di Milano Cortina 2026
Hanno costruito viadotti che scavalcano le sabbie del deserto e gallerie che si addentrano nelle viscere delle montagne, progettato ospedali e aeroporti in mezzo mondo, trasformato un normale viaggio in treno in una esperienza ad alta, futuristica, velocità. Eppure, almeno per un momento, quando si è trattato di affrontare la costruzione del Cortina Sliding Centre, la nuova pista da bob per le Olimpiadi italiane in corso in questi giorni, un attimo di perplessità e preoccupazione c'è stato. «E non a caso siamo stati gli unici a partecipare alla gara e a dichiararci pronti a farlo. Tutti gli altri si sono spaventati». A dirlo, con un sorriso soddisfatto, è Paolo Pizzarotti, presidente del consiglio di amministrazione del gruppo omonimo. Stiamo parlando di una azienda con 116 anni di storia, un fatturato di un miliardo e mezzo di euro che ha costruito opere iconiche in quasi tutti i continenti. Ma, fieramente, il cuore e l' anima restano parmigiani.
«Quella del Cortina Sliding Centre, secondo molti, rappresentava una sfida quasi impossibile – prosegue Pizzarotti elencando gli ostacoli che si è trovata davanti la sua azienda. - A Cortina abbiamo dovuto affrontare una viabilità complessa, un clima rigido, interferenze di tutti i tipi, sia con le strade sia con le infrastrutture storiche. Ma il risultato ci ha premiato e ha dimostrato la capacità, il senso di appartenenza e la perseveranza di tutti i nostri dipendenti».
Affermarlo in teoria pare facile: ma è qui, affacciandosi su questa vertigine di ghiaccio, 1749 metri di paraboliche dove si vola nel bianco a 140 all'ora, si capisce quanto possa essere stato complesso realizzarla. Per di più, come fosse un vezzo, conquistando anche qualche record. «Abbiamo lavorato 13 mesi per costruirla e avere la certificazione: il precedente primato era di una ditta cinese che ha impiegato ben cinque mesi in più». A dimostrazione che, senza vanagloria, quando si lavora bene si ottengono i risultati. «Nel cantiere abbiamo impiegato 135 lavoratori di 21 paesi e gestito complessità tecniche elevatissime: per garantire le pendenze corrette, ad esempio, si è dovuto operare con tolleranze al millimetro». Come dire: ogni giorno era una sfida. Adesso che Amedeo Bagnis, Alessandra Fumagalli e gli altri azzurri in gara stanno inanellando discese da medaglia viene facile pensare che ne è valsa la pena. E non solo per lo sport: «Abbiamo usato una nuova tecnologia rivoluzionaria: questa è la prima struttura al mondo refrigerata con glicole che sostituisce l'ammoniaca. Questo significa grande sostenibilità e il 96% di ammoniaca in meno. Ma non solo: è completamente coperta da pannelli isolanti per non disperdere le temperature e la centrale di refrigerazione ha un sistema di recupero del calore che servirà a riscaldare gli altri edifici». E anche questo è un segnale in un evento globale in cui, lo ha detto il presidente Malagò nel suo discorso durante la cerimonia di apertura, «la sostenibilità è fondamentale: un dogma irrinunciabile».
«E' così ma c'è anche altro: questo progetto ha rappresentato anche un virtuoso esempio di collaborazione tra pubblico e privato: tutto ha funzionato e anche per questo il risultato è importante». E senza sprechi: il campo base dei lavoratori del Cortina Sliding Centre è ora la sede dei vigili del fuoco in servizio ma anche il deposito dei bus utilizzati per i collegamenti. Dopo decessi di cattedrali nel deserto dell'abbandono dopo i giochi questo sembra essere il percorso da seguire. Anche nel nome dello sport.
«Questa sarà l'ultima pista da bob che verrà costruita nel mondo - conclude Paolo Pizzarotti -. Il Cio ha deciso che non ne serviranno altre: quindi ora lasciamo questa eredità a chi verrà dopo di noi. Qualcuno diceva che gli atleti di questi sport sono pochi: vero, per allenarsi gli sportivi dovevano andare lontano, affrontare trasferte in giro per il mondo. Ora, con lo Sliding Center di Cortina potrà crescere anche il numero dei praticanti. E anche questo è un motivo di fierezza: è una opera progettata per il futuro».
Luca Pelagatti
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