Sorbolo Mezzani
Sorbolo Mezzani Una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea allontana la possibilità di mettere mano alla viabilità locale grazie alle opere di adduzione della Cispadana che prevedono il nuovo ponte a Coenzo.
La decisione, su una causa pendente per altri motivi, esclude il diritto di prelazione nelle concessioni pubbliche tanto da avere effetto sulla concessione cinquantennale di Autostrada del Brennero e, quindi, sul progetto della Cispadana.
Il meccanismo del diritto di prelazione previsto dalla normativa italiana in materia di finanza di progetto, viola la direttiva e 2014 del 2023 e l’articolo 49 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, compromettendo la concorrenza effettiva e introducendo un vantaggio selettivo ingiustificato.
Le offerte in caso di gara, devono essere valutate esclusivamente sulla base delle condizioni presentate entro i termini, senza possibilità di riallineamenti o aggiustamenti. Eventuali deroghe minano la trasparenza della procedura e scoraggiano la partecipazione degli operatori, sostengono i giudici, in particolare quelli provenienti da altri Stati membri.
La pronuncia, anche se non direttamente connessa al caso Cispadana, mette ora a rischio la procedura per la concessione ad Autostrada del Brennero.
L’attenzione è concentrata sulla previsione di un diritto di prelazione a favore del concessionario uscente a scapito di altri possibili partecipanti, ovvero il cuore della contestazione nel procedimento contro A22 per la Cispadana.
Nel dicembre scorso Il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha riaperto le iscrizioni alla gara per la concessione del tronco autostradale Reggiolo-Ferrara Sud a cui hanno partecipato, oltre alla società Autostrada del Brennero spa, Autostrade per l’Italia, Gruppo Gavio e le spagnole Sacyr e Abertis.
Forti dubbi sono già stati espressi dalla Commissione Europea a maggio dello scorso anno, riguardo ai principi di non discriminazione e parità di trattamento, evidenziando l’assenza di adeguate garanzie sulla procedura.
La messa in mora e la conseguente non conformità del quadro normativo nazionale sui contratti pubblici è invece dello scorso ottobre. Si ricorderà inoltre che il ministero delle Infrastrutture e Trasporti aveva inizialmente sospeso il procedimento in attesa della decisione, riavviato poi riconoscendo la prelazione al concessionario uscente.
Il problema ora si allarga, non poco, in quanto il diritto di prelazione al promotore non può più essere applicato. In quest’ottica anche il meccanismo del project financing, in cui la pubblica amministrazione lavora a stretto contatto con il settore privato, dovrebbe subire modifiche profonde. Le prossime gare dovranno essere costruite in modo che tutti i partecipanti competano ad armi pari, senza vincitori «designati» in partenza, a causa del sistema di «finanza di progetto».
Il rischio, a questo punto, è che molti enti pubblici debbano sospendere e ripetere tutte le aggiudicazioni in caso di utilizzo del project financing.
Silvio Marvisi
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