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Piazza Ghiaia, i negozianti fanno squadra grazie al controllo di vicinato

Piazza Ghiaia, i negozianti fanno squadra grazie al controllo di vicinato

09 Febbraio 2026, 03:01

Baby gang moleste e violente, spacciatori spavaldi in attività ad ogni ora del giorno (e della notte), drogati e ubriachi che ciondolavano di qua e di là, peggiorando un quadro già poco invitante. Benvenuti in piazza Ghiaia. O meglio, nella piazza Ghiaia che offriva questa pessima cartolina di sé fino a qualche mese fa.

«Ora, fortunatamente, la situazione è migliorata. Il controllo di vicinato non avrà risolto tutti i problemi, ma ha sicuramente il merito di aver unito noi negozianti. Ora siamo una squadra impegnata a far rivivere questa bellissima piazza. E ci stiamo riuscendo. Sono fiducioso». Stefano Munari, socio e gestore del Conad della Ghiaia, è il referente del primo gruppo di controllo del vicinato composto solo da commercianti, dato che la sessantina di gruppi che si sono formati in città nel corso degli anni sono composti da residenti.

Qui è stato diverso: la piazza, da sempre, è luogo di commercio, di mercato, e chi meglio dei negozianti poteva fornire quella squadra di sentinelle pronte a segnalare (e qualche volta anche a prevenire) problemi legati alla sicurezza, al degrado e al decoro?

In Ghiaia la situazione aveva superato il limite. «Ancora oggi, quando diciamo di venire qui a fare compere, la gente risponde: “No, non è un posto sicuro”. Eppure la situazione è cambiata, grazie al controllo di vicinato e al filo diretto che questo gruppo è riuscito a stabilire con le forze dell'ordine», assicura Munari.

È tutto rose e fiori? No, ammette il referente del gruppo. «Ci sono ancora tanti furti. Nel supermercato abbiamo raggiunto il picco tra novembre e dicembre. Chissà, forse perché eravamo vicino alle feste», racconta. Ma cosa va a ruba (proprio in senso letterale)? «Salumi, vini, punte di Parmigiano Reggiano. Noi abbiamo la vigilanza e un sistema di telecamere che osservano tutto. Ma la gente ci prova lo stesso e quando vengono scoperti non chiedono neanche scusa, tanto sanno che non rischiano nulla. Una volta due vigilanti sono stati minacciati pesantemente con un coltello da un ragazzo sorpreso a rubare. Per fortuna nessuno si è fatto male».

Quell'episodio, accaduto a metà febbraio dell'anno scorso, era finito sulle pagine della «Gazzetta» e i violenti erano due 19enni tunisini scoperti a rubare prodotti di profumeria. Invece di scusarsi e restituire la merce, avevano sguainato la lama e fatto partire le minacce ai danni degli addetti alla sicurezza. «Ci è capitato - continua Munari - di riaccompagnare a casa qualche signora anziana, perché aveva paura a rientrare da sola. Lo abbiamo fatto volentieri, per dare un servizio in più ai nostri clienti». Anche così aumenta la sicurezza (percepita e reale).

«Purtroppo la gente è convinta che piazza Ghiaia sia ancora ostaggio delle baby gang, ma per fortuna non è così. Siamo ottimisti, perché tra noi negozianti c'è impegno e speranza», aggiunge Gino Lottici, titolare della tabaccheria della piazza e vice referente del gruppo di controllo di vicinato insieme a Roberto Coli.

«La Ghiaia è sempre stata un luogo di socializzazione ma, sicurezza a parte, da un po' di tempo non lo è più», prosegue Lottici, prima di avanzare alcune richieste a favore del rilancio di una delle più antiche piazze da mercato di Parma. «Partendo dalle segnalazioni più semplici, si va dalla mancanza di panchine alla scarsa illuminazione di sera. Poi andrebbe valorizzato di più e meglio il ponte romano. Passando a strategie più complesse, servirebbero eventi in grado di attirare persone in centro e quindi anche in Ghiaia. A Parma però c'è un surplus di centri commerciali che allontanano le persone dal centro», commenta Lottici.

Ma anche sul fronte riqualificazione, i negozianti non vedono tutto nero. «Siamo fiduciosi che la realizzazione del nuovo palazzo, dietro la Ghiaia, possa rendere anche la piazza più attraente», spera Munari, riferendosi a Palazzo Parma, che nascerà in piazzale Barezzi.

Intanto, l'esperienza di piazza Ghiaia fa scuola, come racconta Angelo Rolli, vice presidente dell'associazione del controllo di vicinato. «Stiamo coinvolgendo alcuni negozianti di via Bixio e anche di via D'Azeglio. In Ghiaia, prima di creare il gruppo, c'era un quarantotto fatto di baby gang, degrado, sporcizia. Ora, con il controllo di vicinato, la sorveglianza sulla piazza è costante». Merito degli occhi allenati dei negozianti e della voglia di far rinascere una delle piazze storiche di Parma.

Pierluigi Dallapina

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