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Intervista

Maria Laura Iacobellis nella «Norma» al Regio: «Innamorata della lirica fin da bambina»

Maria Laura Iacobellis nella «Norma» al Regio: «Innamorata della lirica fin da bambina»

11 Febbraio 2026, 08:39

La giovane sacerdotessa Adalgisa nella «Norma» di Bellini, secondo titolo della Stagione lirica, sarà interpretata al Teatro Regio dal soprano Maria Laura Iacobellis. Debutto domenica 15 febbraio alle 20.

Quali sono i primi ricordi legati alla musica?

«Che io rammenti, non c’è un momento della mia vita in cui sia stata lontana dalla musica o dal canto. È come se fossi nata già cantando con questa passione. Mia madre, anzi, mi racconta che quando ero ancora nella pancia scalciavo in base al gradimento di quello che stavo ascoltando. È pianista, infatti, e mi faceva ascoltare tante cose già prima che nascessi, ma mi ricordo bene di quando la ascoltavo estasiata. Il mio bisnonno era un compositore e anche mio nonno era un musicista: spesso lo andavo ad ascoltare alle feste di paese e riconoscevo i vari brani d’opera perché già da bambina mi ero innamorata della lirica».

Quali sono le caratteristiche di questo ruolo?

«È un personaggio molto particolare; questo ruolo è stato scritto per Giulia Grisi, il soprano che è stata anche la prima Norina in Don Pasquale e la prima Elvira nei Puritani. Per tradizione, per tanto tempo, invece è stato cantato dai mezzosoprani perché richiede molta attenzione in tanti passaggi del registro medio-grave e sicuramente la voce da soprano soffre un po’ in questa zona. Penso che cantato da un soprano acquisti una luce molto diversa perché il colore della vocalità del soprano rende maggiormente l’idea di quello che è il personaggio. Un soprano deve affrontarlo con qualche accortezza in più nel trattare il baricentro della voce, ma Bellini scrive tutto e basta sentire e seguire quello che chiede. È una ragazza molto giovane e come tale vive l’amore in modo molto semplice, venendo turbata per la prima volta da un sentimento grande e a tratti un po’ incomprensibile. Ciò che mi colpisce è che lei sia sempre divisa tra ciò che è giusto e ciò che sente. La vedo come uno specchio che permette a Norma di guardarsi dentro e di affrontare il proprio percorso di purificazione».

Cosa è cambiato nell’interpretazione di questo ruolo rispetto a quando lo ha debuttato?

«Ogni volta che si riprende un ruolo si scopre qualcosa di nuovo: anche prendendo soltanto in mano lo spartito ci si accorge di un accento o di una cosa in più. In questo caso non posso dire che il personaggio sia veramente cambiato nella sua essenza, ma al Regio Adalgisa non è un’aspirante sacerdotessa bensì una ragazza del popolo e cambiano alcune dinamiche. Il regista la sente più donna e sto imparando a viverla in quest’ottica, mentre al debutto avevo l’idea che fosse un po’ più piccola».

Cosa si aspetta dal pubblico di Parma?

«A Parma ho già cantato in un concerto, ma qui si tratta di stare sul palcoscenico per molto più tempo e di dare vita a un personaggio: significa esporsi maggiormente. So che i parmigiani hanno grandi aspettative, ma non mi preoccupa perché generalmente riesco a sentirmi in contatto con il pubblico e, quando c’è uno scambio energetico così forte, la quarta parete svanisce e passa tutto. Sono sicura, con il lavoro che stiamo facendo, che riusciremo a restituire agli spettatori quello che si aspettano».

Giulio A. Bocchi

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