Indire al Salone dello studente
Innovare per realizzare le condizioni per una scuola sempre più al passo coi tempi. È questo lo scopo di Indire, l'istituto per l'innovazione e la ricerca educativa. Con i suoi progetti sarà uno dei protagonisti del salone dello studente politecnico che si svolgerà mercoledì 18 e giovedì 19 alle fiere. A guidare l'Istituto da un anno è il parmigiano Francesco Manfredi, prorettore dell'Università Lum di Bari.
«Un anno intenso ma direi un bilancio molto positivo, anche perché vedo con soddisfazione che l’Istituto ha accettato la sfida di ragionare e lavorare in ottica anticipatoria, sfruttando fino in fondo il suo ruolo di ispiratore e guida dei processi di innovazione sistemica. In questa prospettiva, tra le tante cose fatte, abbiamo presentato ai legislatori il documento di scenario per la scuola del 2050 che contiene le indicazioni di policy e le azioni strategiche per ridisegnare il sistema educativo a fronte delle sfide derivanti dai divari esistenti e dalle transizioni demografica, digitale e sociale. Coerentemente con questo, abbiamo ridisegnato i nostri ambiti strategici di ricerca e potenziato alcuni strumenti per meglio incidere sull’intero sistema. Penso, ad esempio, ai processi di formazione, che hanno coinvolto quest’anno più di 300.000 docenti, alle alleanze internazionali con Commissione europea, Ocse e Unesco per potenziare la nostra capacità di contribuire alla definizione delle policy e delle riforme nelle quali è fortemente impegnato il Ministero dell’Istruzione e del Merito, allo sviluppo delle nostre tecnologie abilitanti e dei sistemi di rete che ormai vedono coinvolte nelle nostre attività di ricerca e innovazione più di 3.000 istituzioni scolastiche e decine di migliaia di dirigenti e docenti».
A che punto siamo con l'innovazione nella scuola italiana ai vari livelli?
«In questi ultimi anni, tutto il personale della scuola è stato fortemente sollecitato a lavorare sui processi di innovazione; penso agli obiettivi del Pnrr e a quelli dell’importante azione di riforma realizzata dal ministro Valditara. Oltre a un miglioramento nel breve periodo, vedo oggi le condizioni per generare un miglioramento continuo; il tema dell’innovazione è entrato a far parte a pieno titolo della cultura professionale e organizzativa del sistema, non è più considerato un fatto puntuale, episodico, ma un flusso che guida continuativamente la riflessione e l’azione a tutti i livelli. Questa è una condizione decisiva per affrontare in modo consapevole e responsabile le grandi sfide e i grandi cambiamenti che ci aspettano».
In questo l’Intelligenza artificiale nelle scuole avrà un ruolo fondamentale. Come gestire le novità? Com’è l’accoglienza nelle scuole italiane?
«L’IA non rappresenta più una prospettiva futura, ma costituisce ormai un elemento strutturale della quotidianità scolastica e il monitoraggio di Indire su quanto e come viene utilizzata lo certifica. Bisogna però adottare la prospettiva dei fini per arrivare a utilizzare questo strumento in modo consapevole e responsabile: essa è un potente mezzo per personalizzare la didattica, per migliorare la capacità di orientamento degli studenti, per rispondere in modo inclusivo ai bisogni degli studenti più fragili, per cogliere, quindi, gli obiettivi chiave della scuola del futuro. In tale prospettiva, diventa prioritario condividerne le finalità e definirne modalità e tempi di integrazione nel sistema educativo, guidando così studenti e docenti verso una comprensione responsabile, critica e informata di questa tecnologia abilitante».
Tema molto caldo quello della sicurezza nelle scuole. Cosa si può fare? L'idea dei metal detector è stata accolta con un po' di diffidenza dai dirigenti.
«Il tema è troppo importante e complesso per affrontarlo in modo ideologico o superficiale. Nel breve periodo, tutti condividiamo il fatto che si debba garantire la sicurezza dei nostri docenti e dei nostri studenti, soprattutto in alcuni contesti, e, piaccia o no, tra i pochi strumenti a disposizione ci sono i metal detector, che non a caso la maggior parte dei docenti e degli studenti vedono con favore. Nel medio periodo, bisogna attrezzarsi per esercitare una forte e continua azione educativa. È ormai nella fase attuativa il grande progetto sull’educazione al rispetto e alla parità di genere che Indire, su richiesta del ministro, ha messo in campo e a cui seguiranno nel tempo altri progetti e attività. Non illudiamoci però che basti la tanta buona volontà di dirigenti e docenti se la prima agenzia educativa, la famiglia, non farà la sua parte in quest’azione educativa.
Its, 4+2 e nuove formule. L’istruzione tecnica sta crescendo ma siamo ancora indietro rispetto ad altri paesi.
«Mai come oggi la formazione tecnica e professionale è al centro dell’attenzione. Tra le riforme più significative realizzate vi è quella che ha ridisegnato questo pezzo così importante del sistema, rendendolo di livello europeo e favorendo un più rapido inserimento nel mercato del lavoro di giovani professionisti più consapevoli e preparati. È la scuola dei talenti che il Ministro Valditara ha posto alla base della sua azione di governo: valorizzare ogni tipo di talento, in ogni luogo, in ogni professione, perché non ci sono talenti o luoghi o professioni di seria A e di serie B, tutti meritano la stessa attenzione perché tutti hanno lo stesso valore e dignità. Da qui nasce l’investimento sull’orientamento, sui campus, sul potenziamento dei percorsi biennali degli ITS, il sistema di istruzione tecnologica superiore, e sui percorsi quadriennali, la cosiddetta filiera 4+2 che lega formazione secondaria e formazione terziaria. Il successo di questa proposta è stato immediato, sia tra gli studenti che nel mercato del lavoro, e i percorsi si moltiplicano di anno in anno, a conferma che, quando vi è, da un lato, la volontà e la capacità politica di affrontare i problemi e, dall’altro, la determinazione delle singole istituzioni scolastiche a utilizzare le nuove opportunità, si possono ottenere risultati veramente trasformativi».
r.c.
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