I ventenni «snobbano» la tradizione
C’è chi lo festeggia con una cena romantica, chi passando del tempo con la propria famiglia e chi altro ancora sceglie di ignorare questa ricorrenza popolare in tutto il mondo. Oggi è il giorno di San Valentino, un momento dell’anno che deriva da un’antica festa cristiana, istituita nel 496 da papa Gelasio I e dedicata al vescovo martirizzato Valentino da Terni.
Tra le varie epoche della storia questa festività è andata incontro a numerose mutazioni, figlie dei cambiamenti della società, dai costumi alle relazioni tra le persone. Fiori, cioccolatini e profumi sono i protagonisti più gettonati di questa giornata, doni da dedicare al proprio partner, alla famiglia o a chiunque si voglia regalare amore e affetto.
Anche tra le strade di Parma i cittadini sono pronti per San Valentino, una ricorrenza meno apprezzata dalle nuove generazioni, che comunque approfittano di questa giornata per stare vicini a fidanzati e famiglie.
«Quest’anno non lo festeggio, perché il mio compagno - racconta la ventenne Emma Ginevra Miele - è in Francia. Credo molto nell’amore, ma secondo me San Valentino è diventata ormai una ricorrenza molto commerciale». Un pensiero condiviso anche da molti suoi coetanei, come Carolina Bazzini, che quest’anno passerà la sera di San Valentino al cinema insieme alla sua amica Eugene Ferrer. «L’amore è anche quello per i tuoi genitori. Un sentimento che secondo me non dovrebbe essere dimostrato solo a San Valentino, ma tutti i giorni», spiega Carolina.
«Io voglio crederci in questa festività, perché comunque permette alle persone di avvicinarsi», aggiunge l’amica Eugene. C’è chi, come il ventunenne Francesco Chirico, è molto più scettico sull’importanza di questa giornata e decide di «snobbarla».
«No io non ci credo, è una cosa sopravvalutata. Una volta era celebrato di più? Perché forse noi giovani siamo più superficiali su queste cose», racconta Francesco. Una visione opposta rispetto al 34enne Giovanni Gallucci per esempio, che vede nelle nuove generazioni di uomini una difficoltà nel «tenere testa» alle ragazze. «Mi sono da poco sposato, io e mia moglie aspettiamo un bambino. Credo nell’amore, credo nel matrimonio, credo nella famiglia», dice Giovanni.
Caccia al regalo
In molti sono andati a cercare i regali per il giorno del 14 febbraio in giro per i negozi della città. Ma non manca il romanticismo dei «regali fai da te», espressioni di un tempo dilatato da dedicare ai gesti d’amore.
«Per il mio ragazzo ho pensato ad una felpa con i simboli dei “bacini”», ci racconta la 19enne Nicolle Balan. Anche la coetanea Alessia Buzzoni, di tre anni più grande, ha pensato ad un qualcosa di «casalingo».
«Gli ho fatto un portagioie con uno specchio inciso da me», spiega Alessia. C’è poi chi, come il diciannovenne enne Andrea Giovanelli, ha una visione ancora più romantica, nonostante oggi non festeggi la giornata con un partner. «Il regalo? Per me deve essere molto personale, i fiori non li comprerei, ma li andrei a raccogliere, magari in montagna qua vicino», pensa Andrea.
Fiori e profumi
E poi ci sono loro, i commercianti. Probabilmente gli unici, oltre a chi li acquista, a conoscere i regali che fidanzati e famigliari riceveranno. Tra gli oggetti più gettonati per San Valentino ci sono sicuramente i profumi, come ci racconta Laura Tognari, della profumeria La Mammola in strada della Repubblica.
«Tra i giovani vanno molto “Sauvage” di Dior e in generale tutte le linee di Paco Rabanne. Da me vengono solitamente di più le donne per San Valentino», spiega la commerciante. Situazione diversa se parliamo di fiori, per cui gli acquirenti sono solitamente gli uomini, come racconta Linda Ferri, del negozio «Centro verde e Steli di stile» in borgo del Gallo. «Di solito chiedono la rosa singola rossa -ci spiega-, quella a stelo lungo. Chi vedo di più? Giovani, anziani, sono tutti un po’ romantici».
Pietro Amendola
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