IL RICORDI DI ALBERTO BONACORSI
Fontanellato E chi canterà «lasa pur c’al mond al diga, Fontanlé le un gran paes», adesso che se n’è andato silenziosamente Pipaio, lasciando la vita in maniera assai diversa da come l’ha rumorosamente vissuta.
Venerdì sera i fontanellatesi hanno affollato il teatro comunale, per ricordare l’amico Alberto Bonacorsi, proprio dove si è spesso esibito insieme ai compagni del gruppo teatrale locale. Una commemorazione nostalgica ma senza lacrime, così come avrebbe desiderato Pipaio, momento affettuoso per rivivere la storia del paese, direttamente dalle testimonianze degli amici più cari. A raccontare di Alberto fra foto e video proiettati sul fondale della memoria, il collega della Gazzetta Sandro Piovani: «Una serata che abbiamo atteso da tempo e alla quale ci siamo dedicati con impegno. Numerosi grazie, ma il primo all’amministrazione comunale e al sindaco Luigi Spinazzi».
L’afflato caloroso di Fontanellato è emerso nella volontà di ripercorrere attraverso un amico speciale, le vicende che hanno caratterizzato il paese ben oltre i suoi confini, dandogli un’identità precisa. Fra le numerosissime voci raccolte negli audio whatsapp, ad aprire quella di Laura Ferro: «Alberto ha recitato per decadi nella nostra compagnia dialettale, indossando i panni di infiniti personaggi burleschi. Negli anni, oltre a lui, ci hanno lasciato tanti amici, come Gigi Bussolati, Irma Schiaretti, Pippo Pincolini e Marianna Dazi. Ma credo lassù si saranno incontrati tutti quanti e potranno recitare in cielo “La mistura” e “L’ustaria”, loro commedie preferite».
Un’occasione per descrivere alcuni personaggi indimenticati e indimenticabili del paese: Mariolina con la sua mitica torta oppure Renato Spotti, tanto simpatico nella chiusura della propria osteria ogni lunedì. «Caro carissimo Alberto, mi è stato chiesto di raccontarti nella tua unicità - così l’amica di sempre Paola Egoritti -. Allora ho deciso di ricordarti in un luogo, che per te era una seconda casa: il mitico bar Bisboccia dove abbiamo tanto riso. Ricordo che in inverno ti sedevi al tavolino della seconda entrata su via Peracchi, mentre d’estate al primo tavolo vicino alla strada». All’apparenza un punto di ritrovo paesano, il baretto descritto era per Pipaio uno spazio speciale, dove far risuonare le note della sua chitarra, da cui è nata «Lasa pur c’al mond al diga». Canzone che l’amico di Fontanellato ha dedicato al proprio paese, del quale soffriva la distanza persino per andare in ferie, perché non esisteva luogo migliore al mondo. Sandro Piovani ha annunciato che il brano sarà registrato presso Siae e potrà essere cantato come inno paesano, grazie al contributo tecnico del musicista fontanellatese Davide Corradi. L’artista ha raccontato di aver recuperato nel proprio studio una registrazione di Alberto, mentre cantava accompagnandosi alla chitarra. Operando sulla traccia originale, Corradi ha sovrapposto i suoni di vari strumenti, ottenendo una ballata che potrà ricordare l’amico, esattamente come avrebbe voluto essere commemorato.
Alessandro Frontoni
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