Progetto
«La cosa che amo di più dell’Italia è la gente». Sono parole semplici, ma piene, quelle di Tardi Hossain. Parole che raccontano un percorso, una fatica e, soprattutto, un approdo.
È da qui che prende forma il senso più profondo della mattinata di ieri, quando, davanti al Duomo, una ventina di studenti del progetto Rilp si sono ritrovati per attraversare la città con uno sguardo nuovo. Rilp, la rete integrazione lavoro Parma, è un progetto nato nel 2023 su impulso dell’Unione parmense degli industriali e sviluppato grazie a una rete di realtà del territorio, con l’obiettivo di accompagnare i migranti in un percorso concreto di integrazione linguistica, sociale e lavorativa.
Non una visita guidata qualunque, ma un passo dentro la comunità. Guidati dal giornalista Gabriele Balestrazzi, i ragazzi delle classi A2 e B1 hanno percorso il centro storico lasciandosi accompagnare non tanto nei dettagli, quanto nello spirito dei luoghi. Accanto a loro, le docenti Antonella Grassi, coordinatrice didattica, insieme alle insegnanti Martina Alfieri e Silvia Dallatomasina, hanno seguito il gruppo in un’esperienza che va oltre la lingua. «Per una persona straniera sentirsi parte attiva è fondamentale: conoscere i luoghi, i riti, le abitudini significa entrare davvero nella città», ha sottolineato Grassi, ricordando come l’obiettivo sia «creare comunità, superare le divisioni e accompagnare ogni studente in un percorso personale».
E mentre le parole si intrecciano, emergono le storie. Quella di Matubber Sobahan, arrivato in Italia da nove mesi, oggi tra studio e lavoro, mentre l’italiano prende forma giorno dopo giorno. Quella di Hossain, che vive a Parma da cinque anni e che non dimentica le difficoltà iniziali, tra pandemia e ricerca di un’abitazione, ma che oggi riconosce nella lingua «un modo per capire meglio come vivere e rispettare».
E poi l’entusiasmo immediato, quasi spontaneo: Mahamoudou, dal Burkina Faso, restituisce il senso più diretto del percorso: «Mi trovo bene, amo la scuola e imparare la lingua». È in questo intreccio di voci che il progetto Rilp prende forma concreta. «Rilp non si limita a insegnare la lingua italiana ma vuole creare nuovi cittadini consapevoli», sottolinea Domenico Altieri, presidente della Cooperativa Biricca. Un percorso sostenuto anche da Fondazione Cariparma, che ne ha accompagnato lo sviluppo negli ultimi semestri. «Abbiamo condiviso un progetto capace di leggere i bisogni emergenti e attivare soluzioni partecipate, investendo sul futuro della comunità», evidenzia il presidente Franco Magnani. E la città, in questa mattinata, risponde. Anche attraverso gesti concreti, come l’ingresso gratuito al Duomo e al Battistero. «Siamo felici di contribuire a questo percorso di inclusione» fanno sapere dalla Fabbriceria del Duomo, «convinti che la bellezza del nostro patrimonio debba essere accessibile a chi costruisce qui il proprio futuro».
Così Parma si lascia attraversare, raccontare, abitare. Non più solo luogo da imparare, ma spazio da sentire. E allora quelle parole iniziali smettono di essere solo un ricordo, e diventano qualcosa di presente: il segno che, a poco a poco, si può smettere di sentirsi «stranieri» e iniziare a restare.
Asia Rossi
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata