Parma Calcio
Non fermiamoci alla magia destata da una rete arrivata all'ultimo respiro, che genera quell'esaltazione collettiva tale da far esplodere uno stadio intero. Proviamo a spingerci oltre la superficie. Per comprendere l'importanza dell'impatto che Mateo Pellegrino sta avendo nella stagione del Parma, basta semplicemente snocciolare i numeri. Che non mentono mai. E che, nel caso specifico, restituiscono compiutamente tutto il peso determinato dalle sette prodezze in campionato dell'attaccante argentino.
Trova le differenze...
Un anno fa esatto, con la squadra precipitata al terzultimo posto della classifica, due miseri pareggi raccolti nelle ultime sette partite e una vittoria che mancava da due mesi, Fabio Pecchia veniva esonerato.
Oggi, la storia è diversa: i ventinove punti conquistati dal Parma costituiscono infatti un bottino se non ancora del tutto rassicurante (poco ci manca obiettivamente, sono autorizzati tutti gli scongiuri del caso) ma senza dubbio lusinghiero nel percorso salvezza. Bene, ecco servito il “tesoretto”: undici di questi ventinove punti sono arrivati proprio grazie ai gol di Mateo. Che un anno fa era appena arrivato in città, senza suscitare particolari entusiasmi (non già perché qualcuno mettesse in dubbio il suo valore, quanto per la difficile situazione), e ora gongola sull'onda di una settimana fantastica: prima il prolungamento contrattuale col club crociato fino al 2030, quindi il colpo di testa - suo indiscusso marchio di fabbrica - che in pieno recupero ha castigato il Verona.
L'imprescindibile
Tutti siamo utili e nessuno è indispensabile, nella vita. Si dice sempre così. Ed è vero. Ma Pellegrino, nel gioco di Carlos Cuesta, un tantino (per usare un eufemismo) imprescindibile lo è.
Il tecnico spagnolo, che anche nel post partita contro l'Hellas ha ricoperto di lodi il suo centravanti - definendolo senza troppi giri di parole «un esempio e un'ispirazione per la squadra» - ha schierato Mateo in tutte e venticinque le partite giocate in campionato dalla sua squadra: ventitré volte da titolare, le altre due da subentrato, per un totale di 2.053 minuti giocati. Qualcosa vorrà pur dire. In cinque di queste occasioni, poi, Pellegrino è andato a segno. E sono state tutte marcature pesanti.
Talismano
E qui la prima curiosità che balza agli occhi. Mateo è diventato un vero e proprio talismano. Quando segna lui, infatti, il Parma non perde: quattro vittorie e un pareggio. E tutte le volte, guarda un po' la combinazione, il numero 9 crociato è stato decisivo. Due doppiette: una al Torino lo scorso 29 settembre, l'altra proprio al Verona il 23 novembre al Bentegodi, match che il Parma ha chiuso entrambe le volte 2-1 a proprio favore. Lo stesso risultato maturato domenica sempre contro gli scaligeri, grazie alla «cabeza d'oro» di Mateo, e a Lecce l'11 gennaio dove Pellegrino aveva timbrato il cartellino al minuto 77, dopo che otto giorni prima aveva raddrizzato le cose sul campo del Sassuolo, da dove il Parma era tornato con un prezioso pareggio. Ribattezziamolo pure “Pellegrino Settebellezze”, allora. Anche se in realtà l'argentino, in questa stagione, in termini di gol segnati è già in doppia cifra. Ai sette in campionato si aggiungono infatti gli altri tre centri realizzati nei primi due turni di Coppa Italia, contro Pescara e Spezia. Manco a dirlo, sempre al Tardini.
Un feeling speciale
Già. Con questo stadio, evidentemente, Mateo dimostra di avere un feeling speciale. Qui erano arrivate le sue prime tre reti in maglia crociata, nel campionato scorso: la doppietta al Torino (altra vittima designata, oltre ormai all'Hellas Verona), quindi l'imperioso stacco di testa che aveva affondato la Juventus. Per l'argentino il Tardini è... casa. Nel vero senso della parola. «Segnare in questo stadio è bellissimo, senti l'esultanza di tutti i tifosi e farlo così, verso la fine, è stata un'emozione incredibile» la dichiarazione d'amore di Mateo in sala stampa, dopo il gol vittoria di domenica.
Non solo gol
Per un attaccante il gol è tutto, si sa. Ma Pellegrino piace, e soprattutto è utile alla causa del Parma, per le sue caratteristiche. Mateo è un giocatore che lotta su ogni pallone, che non si tira mai indietro se il gioco si fa duro e c'è da fare a sportellate. Ha “garra” da vendere. A lui piace mettersi al servizio della squadra, giocare spalle alla porta. Un attaccante moderno e modello, insomma. Pellegrino ha nel senso della posizione uno dei suoi indiscussi punti di forza e la sua presenza in area di rigore si fa sentire. Persino quando non sembra nella sua giornata migliore - a pensarci bene, domenica è andata così... - la sensazione è che alla fine Mateo, in un modo o nell'altro, il guizzo lo possa sempre trovare. Prima ancora che un «tesoretto» salvezza, con lui il Parma ha trovato un vero tesoro.
Vittorio Rotolo
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata