IN VIA EMILIA EST
Un laconico 0-0. Era finito così tra Parma e Lecce, il match di serie B di quel pomeriggio del 19 marzo 2022. Reti inviolate sul campo di calcio, ma fuori dallo stadio la sceneggiatura era stata ben diversa. Il tempo di arrivare in via Emilia Est, non lontano dai negozi della Galleria e a due passi da barriera Repubblica, che tre tifosi del Lecce avevano dovuto affrontare tutta un'altra partita: circondati da una decina di ultras crociati, prima si erano sentiti arrivare addosso la «solita» litania di insulti, ma subito dopo lo scenario era cambiato, e uno dei tre ne era uscito letteralmente con le ossa rotta.
Frattura del naso, si accerterà poi in Pronto soccorso. Nove gli identificati dalla Digos e poi imputati di lesioni aggravate in concorso. L'ultrà, che aveva materialmente sferrato il pugno, come avevano registrato le telecamere di videosorveglianza della zona, ha chiesto e ottenuto nei mesi passati la messa alla prova, dopo aver provveduto a risarcire il tifoso aggredito. Gli altri otto, invece, con età diversissime (tra i 25 e i 60 anni), difesi dagli avvocati Giovanni Adami e Andrea Molè, hanno scelto di affrontare il processo: uno è stato condannato a 10 mesi, altri tre a 8 mesi, mentre altri quattro sono stati assolti. La giudice Francesca Anghileri (pm Massimo Porta) ha disposto per tutti la sospensione della pena e la non menzione nel casellario giudiziario.
I tre salentini, dopo essere usciti dal Tardini, si erano incamminati verso il parco Ferrari, avevano fatto un tratto di strada Zarotto e poi avevano svoltato su via Emilia Est. Erano diretti in stazione: avrebbero dovuto prendere il treno per Bologna. Ma all'altezza della delegazione dell'Aci, qualcuno ha cambiato i loro piani. Si erano trovati di fronte il gruppo di ultras parmigiani: usciti da un bar di via Paganini, si erano spostati velocemente in via Emilia Est. E quando avevano incrociato i leccesi, era scattato l'agguato.
Il primo ad andare all'attacco era stato il 30enne parmigiano, già sottoposto a Daspo in precedenza, che poi sceglierà la messa alla prova: aveva colpito immediatamente al volto uno dei tifosi salentini, come poi riveleranno le telecamere. Il ragazzo aveva tentato di fuggire, ma era stato aggredito da altri componenti del gruppo. Mentre il 30enne dal cazzotto facile si era allontanato verso l'Arco di San Lazzaro prima che arrivassero le forze dell'ordine.
L'immagine che ritrae chi colpisce per primo, fracassando il naso al tifoso del Lecce, è chiara, così come non ci sono dubbi sugli altri due che si avventano su di lui in quella prima fase. Per il pubblico ministero, tuttavia, anche per altri tre ci sarebbe stato un ruolo attivo: uno avrebbe sferrato un calcio violento al tifoso giallorosso, un altro avrebbe tentato di colpirlo e un terzo gli avrebbe bloccato la via di fuga.
Diversa la convinzione della difesa, per la quale i quattro condannati non solo non avrebbero partecipato all'aggressione, ma nemmeno avrebbero fatto da spettatori indifferenti. «Dobbiamo comunque aspettare le motivazioni della sentenza per capire come sono state individuate le singole responsabilità», sottolinea l'avvocato Molè.
Certo è che, dopo l'aggressione, tutti hanno fatto in fretta a dileguarsi. Ma gran parte del (brutto) film del post partita era già stato girato.
Georgia Azzali
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