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Ospedale Maggiore

Conserve «fai da te»: 42enne parmigiana ricoverata in Rianimazione per intossicazione da botulino

Conserve «fai da te»: 42enne parmigiana ricoverata in Rianimazione per intossicazione da botulino

18 Febbraio 2026, 03:01

È grave la donna che è ricoverata in Rianimazione all'ospedale Maggiore per sospetta intossicazione da botulino. Non si sa per quale prodotto alimentare, ma è ormai certo che all'origine dell'intossicazione ci sia una conserva fatta in casa. Saranno i risultati di laboratorio a confermare di quale prodotto alimentare si tratti, lo stesso che ha provocato pesanti problemi di salute a questa parmigiana di 42 anni, tanto da finire in un letto della terapia intensiva.

Dall'Azienda Usl fanno sapere che «all'Igiene pubblica dell'Ausl è stato segnalato un caso di sospetta intossicazione alimentare. Da un lato è iniziata l'indagine epidemiologica per capire i comportamenti alimentari della persona. Inoltre sono stati prelevati campioni sui prodotti alimentari che erano conservati in casa. Da una prima analisi dei campioni e dalla sintomatologia che presenta la persona si tratta di sospetta intossicazione da botulino - conferma l'Ausl -. Tuttavia, la conferma arriverà tra alcuni giorni: i campioni prelevati sono in corso di analisi all'Istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia sezione di Bologna».

Le condizione della donna in Rianimazione permangono critiche e la prognosi è riservata e necessita di cure intensive.

Da voci di corridoio sembra che all'origine di questa sospetta intossicazione possa esserci del tonno sottolio fatto in casa, ma gli alimenti che vengono messi in vasetto secondo le più antiche tradizioni rurali sono davvero tanti e non sempre con le norme igieniche adeguate.

Quando o per passione, tradizione di famiglia o per economia si tenta il «fai da te», non si pensa mai al grave pericolo in cui si può incorrere. Peperoni, melanzane, zucchine ma anche pesce sottolio o sottaceto messi nella madia della cucina posso diventare non sicuri, senza tutti quegli accorgimenti necessari certificati dalle aziende più titolate.

Non molto tempo fa l'Ausl aveva diffuso le linee guida del ministero della Salute per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico. E c'è scritto: «Il botulismo è una grave intossicazione alimentare causata da una tossina, prodotta dal batterio Clostridium botulinum, che provoca disturbi gastrointestinali e quadri neurologici di paralisi, che possono causare la morte del paziente per il blocco dei muscoli respiratori. I sintomi dell’intossicazione compaiono dopo 12-24 ore dall’ingestione della tossina botulinica contenuta in un alimento, in genere conserve preparate in casa o artigianalmente, senza il rispetto di misure igieniche “elementari”, che sono alla base della prevenzione di questa intossicazione, ma anche di altre tossinfezioni». E i casi non sono isolati: «Ogni anno, in Italia, si verificano 20-30 casi di botulismo, per i quali sono necessari trattamenti in terapia intensiva - è sottolineato nelle linee guida -, con respirazione assistita, e con la somministrazione di uno specifico siero antibotulinico, che il ministero della Salute acquista e distribuisce agli ospedali, alla notifica di un caso sospetto di botulismo». Che sia una conserva fai da te vegetale, di carne o pesce l'attenzione non è quindi mai troppa, perché il rischio di finire in ospedale è alto.

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