Panathlon
Ci sono feste che rinvigoriscono il cuore, tra emozioni, sentimenti, racconti e storie che i parmigiani hanno «attraversato» grazie a uomini, ragazzi spesso, che per alla maglia del Parma hanno dato molto, qualcuno tutto. Tutto questo e anche di più è stata la prima conviviale del 2026 del Panathlon Parma. All'Antica Tenuta Santa Teresa, là dove inizia la città, il presidente Stefano Frigeri ha convocato le autorità, i soci della sezione di Parma e soprattutto cinque crociati d'eccezione, ora le chiamano Legends ma per noi sono semplicemente amici, amici crociati: Gigi Apolloni, Marco Osio, Fausto Pizzi, Sandro Melli e Claudio Bozzetti. Poi c'erano il sindaco Michele Guerra, l'assessore Marco Bosi e tanti, ma tanti, donne e uomini di sport, dirigenti e praticanti. Tutti insieme per una cena che è stata soprattutto una chiacchierata, un momento di amarcord proiettato però nel futuro, nel contesto di una città che ancora oggi abbraccia con gioia tutti i suoi campioni.
Dalla loro sapienza calcistica sono arrivati trofei italiani ed europei ma soprattutto sogni, emozioni, gioie. Non ce ne vogliano gli altri intervistati, ma la prima voce è quella di Claudio Bozzetti, uomo di sport ad altissimo livello: «Ho sempre cercato di aiutare questi ragazzi nel modo corretto, a volte nascondendo alcune cose o facendo sapere all'allenatore la metà della metà di quello che accadeva». E ora c'è il figlio Emiliano. «Spero di essere a Toronto a vederlo in campo (come collaboratore sanitario di Gattuso ndr) contro la Svizzera». Un passo indietro: «Una serata per far incontrare i nostri soci con le Legends per parlare del loro calcio ma anche del futuro», ha spiegato Stefano Frigeri.
«Parliamo la stessa lingua - ha spiegato Sandro Melli -, lo sport è universale a prescindere che uno lo abbia fatto ad alti livelli o che uno lo abbia fatto a livelli più amatoriali». «Per noi è stato un periodo straordinario - ha invece annotato Gigi Apolloni -, ma secondo me non l'abbiamo goduto come lo stiamo godendo adesso». «Mi limito a dire che piano piano è cresciuto un gruppo fantastico»: ha spiegato Marco Osio. E Fausto Pizzi ha chiosato con un sincero «qui siamo davvero tutti amici».
Chiusura affidata al sindaco Michele Guerra e all'assessore Marco Bosi. «Si racconta una stagione indimenticabile della storia del Parma calcio ma anche della città - ha spiegato il sindaco - in serate come queste ti rendi conto come ci teneva la città, alla squadra con i successi e le gioie che ci hanno regalato». E l'assessore Marco Bosi ha sottolineato come «questi ragazzi hanno deciso di mettere radici qui da noi, a dimostrazione che la cultura sportiva della nostra città è una cultura fatta anche di rispetto».
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