serie A 29a giornata
Il Napoli mette un altro tassello verso la qualificazione in Champions League. I ragazzi di Antonio Conte, infatti, superano in rimonta per 2-1 il Lecce nel match del Maradona, valevole per la 29esima giornata di Serie A: Hojlund e Politano rendono vano il vantaggio di Siebert.
La formazione ospite si rende protagonista di un ottimo avvio di partita, realizzando l'1-0 dopo appena 3' con Jamil Siebert: sugli sviluppi di un corner battuto da Gallo, il tedesco mette a referto il colpo di testa vincente.
I campioni d'Italia provano subito a reagire, ma a rendersi pericolosi al 16' sono ancora i giallorossi con Banda che, dopo aver saltato Politano, va al tiro incappando nella provvidenziale deviazione di Olivera.
Un minuto più tardi Tiago Gabriel sfiora il raddoppio ancora su azione da corner, ma il difensore non inquadra lo specchio della porta.
Tra i più attivi nel Napoli c'è Politano, che al 38' lascia partire un traversone per Hojlund, il quale viene arginato da un ottimo Siebert.
Al 44' Stulic riceve palla da Pierotti e va alla conclusione sul primo palo, trovando la deviazione di Meret.
In pieno recupero Politano va vicino al pareggio con un tiro sul primo palo, dando solo l'illusione del gol al pubblico del Maradona.
Nella ripresa il Napoli torna in campo con un piglio completamente diverso e agguanta subito l'1-1 con Rasmus Hojlund che, su assist di Politano, realizza il tap-in decisivo.
Questo gol fa perdere delle certezze al Lecce, la cui difesa inizia a vacillare sotto le reiterate offensive degli azzurri. Al 65' De Bruyne pesca Alisson, che lascia partire un gran mancino, ma Falcone compie un ottimo intervento e salva i suoi.
Il raddoppio dei campani, però, è soltanto rimandato poiché al 67' Matteo Politano sigla una splendida rete al volo che vale il 2-1.
Nel finale grande apprensione per Banda, che si accascia a terra per un dolore addominale ed è costretto ad abbandonare il campo. Una volta ripreso il gioco, gli uomini di Antonio Conte si limitano ad amministrare la gara fino al triplice fischio, che sancisce la loro terza vittoria consecutiva.
In virtù di questo risultato il Napoli rafforza il terzo posto in classifica salendo a 59 punti, mentre il Lecce resta fermo a quota 27.
I campani torneranno in campo venerdì prossimo alla Unipol Domus contro il Cagliari; i pugliesi di Di Francesco, invece, domenica 22 marzo saranno impegnati nella trasferta dell' Olimpico contro la Roma.
SERIE A - 29^ GIORNATA

Torino - Parma 4-1
Inter - Atalanta 1-1

Napoli - Lecce 2-1
Banda è rimasto a terra per un malore all’88' della partita col Napoli, e attorniato da tutti i giocatori. Banda sarebbe rimasto cosciente, ma è stato trasportato nel silenzio assoluto dello stadio Maradona, atterrito dall’episodio, in barella a bordo campo dove è atteso da un’ambulanza
Udinese - Juventus (14/03, ore 20.45)
Verona - Genoa (ore 12.30)
Pisa - Cagliari (ore 15)
Sassuolo - Bologna (ore 15)
Como - Roma (ore 18)
Lazio - Milan (ore 20.45)
Cremonese - Fiorentina (16/03, ore 20.45)
LA CLASSIFICA


INTER-ATALANTA 1-1
Non c'è pace per l’Inter che, dopo aver perso il derby, rischia di avere il Milan a pochi punti. I nerazzurri pareggiano infatti 1-1 contro l’Atalanta tra le polemiche, nate dopo il vantaggio di Esposito dal pareggio contestato di Krstovic e da un potenziale rigore non concesso nel finale. La gara inizia con un buon ritmo da parte dell’Atalanta, che dopo la debacle in Champions contro il Bayern torna al consueto 3-4-2-1 e ritrova Ederson, subentrato nella ripresa e tra i migliori in campo. Chivu invece lancia Sucic, volitivo e confusionario nel primo tempo, e ritrova la coppia Thuram-Esposito. La miglior partenza è dell’Atalanta, che mette in crisi la difesa nerazzurra coi movimenti di Scamacca, ma non si rende pericolosa dalle parti di Sommer. Col passare dei minuti la capolista alza il ritmo, ritrova un buon Barella e passa: assist del 23, Pio Esposito raccoglie e si sblocca con un Carnesecchi non perfetto nell’occasione. Sospiro di sollievo per il centravanti, che non segnava dalla Juventus ed era stato fortemente criticato per il derby giocato con Bonny.
Dimarco e Zielinski sfiorano il raddoppio, ma Carnesecchi blinda la sua porta e l’Inter ci riprova nella ripresa, con Mkhitaryan in più: il portiere è ancora decisivo, mentre Thuram spreca in due occasioni. L’Inter non sfrutta le sue occasioni, mentre l’Atalanta cambia pelle con Ederson e Krstovic, che danno più ritmo e verticalità alla squadra. La Dea cresce col passare dei minuti, Carlos Augusto evita il pari e poi arriva l’episodio che cambia completamente l’esito della partita. La caduta di Denzel Dumfries a pochi metri dall’area, il pallone sputato da Yann Sommer, la zampata di Nikola Krstovic e il boato strozzato di San Siro: in tre, forse quattro secondi – un’eternità nel calcio – si è compressa la scintilla che ha acceso il dibattito del sabato. E' quel frangente, tra l’81’ e l’83’, a prendersi tutta la scena: contatto su Dumfries, vantaggio concesso, respinta di Sommer, tap-in di Krstovic. L’arbitro Gianluca Manganiello indica il centrocampo, tra le proteste nerazzurre e il cartellino rosso al tecnico Cristian Chivu. Sulla dinamica, sui limiti del VAR e sulle conseguenze regolamentari possibili, proviamo a fare ordine: cronaca, moviola, opinioni e scenari. Da qui la partita diventa nervosa e tesa, con l’Inter che si butta a capofitto in avanti e chiede un rigore (non fischiato) su Frattesi. Finisce così, con un pari che porta la capolista a quota 68 punti e consegna al Milan la chance di portarsi a -5, battendo la Lazio. L’Atalanta, invece, interrompe una striscia di cinque ko e sale a quota 47 punti.
L’Atalanta guadagna metri. Entra nel vivo Kamal-Deen Sulemana, fresco di energie dalla panchina. La squadra di Palladino alza il baricentro e rompe la trama dell’Inter che fino a quel momento aveva gestito senza grandi affanni, sprecando il 2-0 in almeno un paio di circostanze nitide.
Sulla corsia destra, Sulemana pressa Dumfries: olandese a terra, Manganiello fa segno di proseguire. È qui che nasce la contestazione dei nerazzurri: per l’Inter è un fallo in uscita, per l’arbitro è un duello fisico nell’ordine della “spalla-spalla”/vantaggio. La sfera resta giocabile, il pallone arriva verso l’area.
Conclusione atalantina, non abbastanza angolata: Sommer respinge corto. Un frammento di secondo in cui le marcature si perdono e i difensori interisti restano piantati un passo indietro.
È Nikola Krstovic, uomo-copertina del momento in casa Atalanta, a piombare sul pallone e a insaccare.
L’Inter protesta in massa. Chivu eccede nelle rimostranze e viene espulso. Nessuna on-field review per il contatto su Dumfries: si riprende a giocare. È la scelta che pesa sulla discussione del dopo gara e che chiama in causa il protocollo VAR.
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