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Atleta collecchiese

Christine Azzolini, «Strong Women» in tivù: «Così ho sollevato un divertito Frank Matano»

La 23enne promossa all'unanimità dai giudici di «Italia's Got Talent»

Christine Azzolini, «Strong Women» in tivù: «Così ho sollevato un divertito Frank Matano»

di Valentina Cristiani

07 Marzo 2022,07:07

L’atleta collecchiese Christine Azzolini, classe ‘98, è una «Strong Women», disciplina praticata dalle donne più forti del mondo. Vive di sport e, nella seconda puntata delle audizioni di Italia’s Got Talent in onda su Sky, ha mostrato la sua incredibile forza sollevando il giudice Frank Matano (ben 90 chili di peso), facendolo volteggiare per aria tra lo stupore divertito e l'ammirazione di Elio, Federica Pellegrini e Mara Maionchi.


«Un'esperienza fantastica e indimenticabile, quanto inaspettata. La partecipazione al programma è arrivata grazie ai risultati che ho ottenuto come Strong Women dal 2017 al 2019 (dopo non si è più gareggiato a causa del Covid, ndr)» racconta la Azzolini, campionessa italiana nella categoria fino a 64 kg, 4° al Campionato Europeo e 17° al Mondiale, che negli studi era accompagnata dal papà Arnaldo. «E’ stata la redazione a chiamarmi e ne sono stata entusiasta. La performance è andata bene: promossa da tutti i giurati. Al termine di tutte le otto puntate dei provini, saprò se sono stata selezionata per la finale del programma. Sarebbe una grande emozione».


Dopo 17 anni di judo, diverse gare anche a livello internazionale, Christine si è rotta il legamento e, quando ha visto che i suoi sogni si stavano infrangendo, ha deciso reinventarsi nello «Strongman» (dall’inglese “uomo forte”), uno sport che mette alla prova la forza fisica degli atleti sottoponendoli a varie prove. La Azzolini, che ha dimostrato sul campo di avere tutte le carte in regola, ora non si pone limiti: «Per natura non sono una che molla e si butta nello sconforto, quindi dovevo subito riprendere la mia vita in mano. E così è stato. I miei prossimi obbiettivi sono i mondiali a novembre a Daytona beach, ma soprattutto realizzarmi nello sport fino a farlo diventare un lavoro. Mi sto impegnando assiduamente per farla diventare la mia professione allenandomi, attualmente, 5/6 giorni a settimana». Si sente un esempio per i giovani atleti, Christine? «Ancora no perché non ho ancora dato tutto quello che posso dare e dimostrare».

© Riproduzione riservata

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