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Roccabianca

Se n'è andato Angelo Zeli, era il «cantore» della Bassa

Se n'è andato  Angelo Zeli, era il  «cantore» della Bassa

24 Settembre 2024, 10:08

Roccabianca Roccabianca e la Bassa piangono, in questi giorni, l’improvvisa scomparsa, all’età di 71 anni, di Angelo Zeli, un vero e proprio «cantore» del suo territorio, un innamorato del suo paese che cercava di valorizzare al meglio. Un passato da operaio in una impresa locale, Zeli da anni gestiva la pagina Facebook «Se sei di Roccabianca, Ragazzola, Fontanelle e frazioni…» con la quale aveva saputo mettere in rilievo tutta la passione che lo animava per la sua terra.
Molto toccante il ricordo dello scrittore locale Angelo Gil Balocchi: «Il caro Angelo Zeli ci ha lasciato, e adesso è come se Roccabianca avesse perso un po’ della sua voce. Una comunità di umani finisce per assomigliare a un solo corpo umano, unico. Nel tempo delle sue giornate, questa fusione di tanti in uno, si muove come avesse braccia, gambe, occhi e così via, che sono braccia, gambe e occhi collettivi. Angelo si era dedicato con tutta la sua passione a dare una voce a Roccabianca. Non era un giornalista, ma col suo impegno nella pagina facebook del paese, per Roccabianca ha fatto un servizio più utile di una squadra di dieci giornalisti professionisti messi insieme. Le difficoltà di comunicazione, che le vicende dell’esistenza gli avevano riservato per la vita di tutti i giorni, le aveva trasformate in una energia comunicativa di valore».
«Angelo – prosegue Balocchi - è stato il nostro “sindaco di facebook” e raccontando Roccabianca quotidianamente, l’ha fatta esistere un po’ di più. Nella spontaneità del nostro parlare in piazza o fra amici, il suo cognome è diventato come il titolo di un giornale: “…l’ho letto su ‘Zeli’…”, “…l’ha detto Zeli…”, “…c’era scritto sulla pagina di Zeli…”. Di recente, era particolarmente contento di aver raggiunto sulla sua pagina fb, il traguardo di 2500 inscritti (fans, come diceva lui). Una cosa sorprendente, a ben vedere, perché ci sono praticamente più persone in quel luogo virtuale, che nella Roccabianca concreta. Ma Angelo era tutt’altro che una persona “virtuale”, anzi, la sua figura di lavoratore instancabile fino alla pensione, come operaio alla Padanaplast, rimane fra i ricordi più intensi che ci lascia. Vederlo avviarsi verso la Mano sulla sua vespetta cinquanta per arrivare in tempo all’inizio del turno, è una di quelle immagini che fanno parte del racconto di un paese, nel suo prezioso senso della quotidianità. Angelo, nell’originario significato greco, vuol dire “messaggero”. Grazie allora, caro Angelo, per essere stato il nostro, di messaggeri. E per averci mostrato come, usando il materiale della semplicità, si possono creare cose grandi».
p.p.

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