Chi adotta un'arnia riceve il nostro sogno di miele: la storia della "Fattoria sul Po" di Barbara Alberti
di Claudia Olimpia Rossi
30 Ottobre 2024, 11:18
L’azienda nasce perché mia figlia, che adesso ha ventitré anni, da piccola era ghiottissima di miele. Così andavo spesso a prenderlo - ricorda Barbara Alberti, titolare dell’azienda “La Fattoria sul Po” - da un’amica. Lei hai iniziato a raccontarmi cosa fanno le api. A me sembrava impossibile esistesse questo mondo fantastico. Mi sono incuriosita e poi appassionata, con la grandissima fortuna di avere un maestro: l’apicoltore Vittorio Bellingeri, un autentico oratore. Tutti i fine settimana era a casa mia per spiegarmi quello che succedeva dentro un’arnia. Adesso non potrei più fare a meno delle mie api».
Dopo un timido inizio con due arnie, ora Barbara ne ha un’ottantina. «L’apiario madre - spiega - è davanti a casa, a Mezzano Rondani di Colorno, ma gli altri sono sparsi per tutta la provincia: vado cercando spazi per le loro postazioni fisse, lontano da strade e fonti d’inquinamento». “La Fattoria sul Po” promuove la curiosa iniziativa “Adotta un’arnia”: «per avvicinare le persone allo straordinario mondo delle api». Ogni famiglia ha una regina: è lei a dirigere l’orchestra. Ciascuna ape, in base all’età, riveste un ruolo ben preciso. Prima fanno la gavetta: puliscono casa, lavano la regina, poi la imboccano, infine vanno a bottinare nettare e polline. E’ un’organizzazione impressionante. «La sciamatura naturale - prosegue - è un altro momento fantastico. Quando capiscono di essere in troppe, la regina vecchia, spesso per lasciare il posto alla nuova, raduna il gruppo e va a cercare un’altra casa». “La Fattoria sul Po” produce miele Millefiori, quest’anno una ventina di quintali, siglando i lotti in base all’apiario. «Per me - ribadisce Barbara Alberti, che vende direttamente a casa, online o nelle fiere - il rispetto delle api viene prima di tutto. Da aprile a fine agosto metto il melario, la parte superiore dell’arnia, che io chiamo solaio. Lì loro lasciano il miele per noi, solo se ne hanno in eccedenza, perché nell’arnia tengono il loro cibo. E io controllo, togliendo quelli pieni e rimettendo i vuoti. Avviene quindi la smielatura. Una molteplicità di fattori, tra cui la temperatura, influenzano il loro operato. Dovremmo tutti comprendere l’importanza delle api, minacciate da noi, artefici del male. Per denaro l’uomo danneggia se stesso». Barbara ama inventare delizie con il miele. Come il suo “Botticello”, miele fatto riposare sei mesi in una botte, vuota, di aceto balsamico. Tramite un procedimento meccanico che rende il miele cremoso, inoltre, lo sposa ad una pasta di nocciole del Piemonte. Una domanda sorge spontanea. Martina è contenta che la mamma abbia avviato un’azienda per farle il miele in casa? «Moltissimo! Anche se non mi segue nell’attività perché studia Economia all’Università, ne mangia ancora tanto, seppure limitandosi rispetto alla media del chilo al mese che divorava da piccola!».
LA SCHEDA
Nome: Barbara Alberti Età: 52 anni Segno zodiacale: Cancro Studi: Scuola media inferiore Hobby: Tutto ciò che è natura Sogno nel cassetto: “Potermi dedicare interamente a questa passione” Azienda: La Fattoria sul Po, Mezzano Rondani 103, Colorno Attività: Apicoltura.