×
×
☰ MENU

Bedonia

«Cinque anni fa moriva Simone ma nulla è cambiato»

L'appello del sindaco Serpagli: «La provinciale non è in sicurezza»

«Cinque anni fa moriva Simone ma nulla è cambiato»

04 Dicembre 2024, 16:05

Sono passati 5 anni, da quando all’alba del 4 dicembre 2019 Simone Filiberti, appena 20enne, perse la vita in un tragico incidente sulla SP359R: transitando sul ponte delle Piane di Carniglia, perse il controllo dell’auto e, sbandando, finì nelle gelide acque del Taro. Da allora tutti chiedono sia fatta luce e giustizia (il processo è ancora in corso) e che si intervenga per la sicurezza. 

Svariate in questi anni le iniziative. Come la nascita (a luglio 2023) del «Comitato Simone Filiberti e vittime della Strada Provinciale SP359R di Salsomaggiore e Bardi», poi promotrice di una raccolta firme cui hanno aderito migliaia di cittadini.

 E come l’intervento del sindaco di Bedonia Gianpaolo Serpagli, che ad aprile di quest’anno ha scritto in merito alla Presidenza del Consiglio dei ministri, agli Interni e al Mit, al Prefetto di Parma, alle Regioni Emilia-Romagna e Liguria, alle Province di Parma e Genova e al presidente dell’Unione dei Comuni Taro e Ceno. 

Nella missiva allegata alle firme, ripercorre la vicenda auspicando che le istituzioni si adoperino per trovare le risorse e dare così una risposta alla popolazione.

 Chi però transita su quel tratto di ponte vede chiaramente come tutto sia ancora cristallizzato a quella tragica alba del 2019. A un giorno dall’anniversario, il sindaco di Bedonia alza la voce. 

«Sono passati cinque anni dalla tragica morte di Simone – dichiara -. Un lutto che ha sconvolto la sua famiglia, i suoi amici e tutta la comunità valtarese. Da quella data diverse sono state le riunioni, le telefonate, le lettere e in ultimo la raccolta firme in cui anche la nostra amministrazione si è fatta partecipe. Ma nonostante le promesse, i “faremo”, i “progettiamo e appaltiamo” dei tanti politici e amministratori di ogni colore e di ordine e grado con cui abbiamo interloquito, su quella strada insistono ancora diversi semafori, tanti restringimenti di carreggiata e in questo quinquennio solo un intervento è stato realizzato. Mai sono uscito sulla stampa con una dichiarazione fuori posto, mai ho voluto prendere posizione pubblicamente. Ho sempre solo interloquito e scritto agli enti preposti. Come è richiesto a un sindaco che deve fare il suo mestiere. Ma quando le hai provate tutte, non sai più che fare. A questo punto un amministratore potrebbe essere preso dallo sconforto nel sentirsi inerme davanti a tanta superficialità, tanto pressapochismo, tanta inettitudine da parte di chi deve fare e non fa, chi ha le competenze e non le esercita, chi dovrebbe, anche solo per reazione, muoversi ma non si muove. Un sindaco di montagna che non sa più che “pesci pigliare” potrebbe essere preso dallo sconforto. Io no, io a questo punto chiedo, anche solo per orgoglio, che quella strada diventi di competenza del Comune che amministro».

 Un compito che Serpagli chiede nonostante debba gestire, e non senza fatica, ben 240 km di strade comunali.

 «Sono sicuro – aggiunge - che potrei fare meglio di come è stata trattata finora questa vicenda. Una famosa eroina del secolo scorso amava dire che “è preferibile morire in piedi che vivere in ginocchio”: forse è solo questo che mi muove, l’orgoglio dell’amministratore che vuol fare vedere come si fa. Sono convinto di poterci riuscire, perché questa vallata non può essere trattata così».

 Serpagli infine chiama in causa la Provincia. «In cuor mio resta un auspicio – dice concludendo il suo appello -, che il neopresidente Fadda, delle cui capacità sono certo, possa smuovere i suoi burocrati a far sì che le legittime richieste di questo territorio vengano accolte». 

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI