Langhirano
Si è speso per la comunità, perché il suo impegno fosse a beneficio di tutti. Un insegnamento che oggi è un’eredità che lascia alla sua famiglia e a coloro che lo hanno conosciuto.
È mancato Franco Schiaretti, geometra 77enne, volto molto conosciuto a Langhirano, dove si è distinto non solo per la sua professione, ma anche per il suo servizio come amministratore e nelle associazioni del territorio.
Classe 1947, era figlio di Bruno, fondatore insieme all’amico Enzo Folezzani della concessionaria Alfa Romeo del paese e tra i noti volti della Resistenza langhiranese, da cui ha appreso valori di libertà e antifascismo, e un impegno che lo ha accompagnato nella vita.
Diplomato geometra ha iniziato lavorando in un’azienda a Langhirano, per poi proseguire a Parma.
All’inizio degli anni ‘80 inizia la libera professione, prima da solo, poi con l’amico e collega Gian Luca Ferrari, fino alla pensione nel 2022. Un sodalizio professionale lungo 42 anni.
«Abbiamo convissuto una buona parte di vita – racconta Ferrari -, non solo nel lavoro, ma anche di amicizia. Non abbiamo mai discusso una volta, era molto preciso, serio, onesto, molto presente sul lavoro. Una perdita che si sente».
Lavoro e famiglia il fulcro della sua vita. Nel 1971 il matrimonio con Angela e la nascita delle figlie Michela e Francesca. Un lungo legame che nel 2021 ha raggiunto il traguardo delle nozze d’oro, festeggiate l’anno successivo, causa pandemia, con una grande festa circondati dagli amici.
«Era totalmente devoto alla famiglia, alle sue tre donne come diceva sempre - racconta la figlia Michela -. È stato un papà molto moderno, ci ha accudito, ci dava da mangiare. Un papà e un nonno molto affettuoso e presente. Era orgoglioso dei suoi nipoti».
Parallele al lavoro e alla famiglia, le passioni: amava ricordare il suo passato da musicista, quando suonava come bassista in un gruppo locale, gli Eurovisivi.
Era un fan di Vasco Rossi fin dagli esordi e aveva guardato con attesa il suo concerto trasmesso in tv gli ultimi giorni dell’anno. Amava lo sport, il Milan, la Ducati, la Ferrari.
E poi il suo impegno per la comunità. Consigliere comunale e poi assessore con il sindaco Vicini, era attivo nelle sezioni locali di Anpi e dell’Avoprorit. Con la pensione avrebbe voluto unirsi all’Assistenza pubblica per aiutare nel trasporto dei malati ma purtroppo l’esordio della malattia non lo ha permesso.
«Ha avuto tante persone vicine nel corso della malattia. Aveva molto rispetto per le persone che svolgono lavori in ambito sanitario e si è sempre raccomandato che li ringraziassimo per quello che facevano. Una persona molto rispettosa degli altri, credeva nella solidarietà e nel volontariato, aveva fiducia nei giovani e gli piaceva parlare e stare con loro – conclude il suo ricordo la figlia -. E i messaggi che stiamo ricevendo ci fanno pensare che sia stato apprezzato».
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