Valditacca
Monchio Una fiducia ripagata, letteralmente e a maggior ragione moralmente: tanto da volersi spingere ancora più in là in un’esperienza che di questi tempi può apparire quasi folle.

Se l'idea del chiosco era stata pensata per chi d'estate passa e poi riparte, la sua versione allargata alla locanda ha a che fare con chi resta tutto l'anno e con chi potrebbe tornare più spesso. «Nessuno vuol diventare ricco a Valditacca, per noi è prima di tutto un onore vivere qui - spiega - . Se riusciamo a far resistere l'attività e a dare qualcosa in cambio a chi vive nel circondario durante i mesi “morti”, ci fa piacere. Chiunque venga a farti funzionare un locale merita di essere ricompensato».
La chiama la sua «filosofia di comunità» e da quando - come dice - «la fiducia ha preso il sopravvento» tutto accade rapidamente, con naturalezza. Naturale approfittare della originaria ripartizione del locale e delle due possibilità di ingresso per tenerne una parte aperta («la vecchia terrazza dove si ballava e che è stata coperta») per farne uno spazio sempre accessibile, anche senza consumazione. C'è un gruppo di signore che si ritrova regolarmente per la partita a carte, chi va per quella a pallone in tivù, ci sono i ragazzini a fare merenda. «È caldo, c'è tutto: è diventato il classico oratorio senza però a costringermi a stare al banco. Un luogo di incontro dove fare comunella», sorride lui. Che di fronte al successo dell'iniziativa ha già cambiato i bicchierini di plastica con le tazzine da caffè vere, è sempre in cerca di oggetti che facciano sentire a casa e ha già in testa di «dare internet gratuito a tutto il borgo: può darsi che chi ha una seconda casa venga su più spesso, no?»
«È una visione di comunità che vorrei trasmettere ai residenti - continua Cavani -. Qui il fornaio lascia già i sacchetti del pane, lo stesso fanno i corrieri. Mi piacerebbe che nel tempo chi entra si abituasse a rimettere a posto quel che usa, a portar su qualche pezzo di legna: che ci tenessero anche loro, se qui si sentono a casa. Non è detto che ci riesca ma ci provo». Qualcosa di straordinario sta già accadendo: «E se riusciamo a diffondere la fiducia, abbiamo vinto»
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