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Ciao «Naka», Palanzano non ti dimenticherà

Ciao «Naka», Palanzano non ti dimenticherà

08 Agosto 2025, 09:27

 Una persona speciale. Una vita fragile capace però di una forza inesauribile, nella sua straordinaria disponibilità e nell’impegno per la comunità.
Lascia un vuoto incolmabile Gianni Candellari, per tutti «Naka», volto amato della comunità di Palanzano che, stretta ai fratelli Egidio e Floriana e al sempre presente cugino Roberto, piange la sua scomparsa e quell’esempio di puro altruismo, oggi prezioso lascito da preservare.
Una vita in salita quella che ha vissuto il 52enne, convivendo fin da bambino con diversi problemi di salute legati al cuore, subendo circa 25 anni fa il trapianto. Una fragilità che però non lo ha mai condizionato, affrontando la vita con il sorriso e lo sguardo positivo.
«Una generosità fuori dal comune» ricordano tutti. Dipendente del Comune di Palanzano dal 2001, Candellari si è distinto per l’impegno per la famiglia, nel volontariato e nel mondo del calcio. «Mai una volta ha fatto pesare quello che aveva – ricorda l’amico e collega Pietro Babboni -. Una persona intelligentissima, generosa e disponibile per tutti. Pur nella fatica dell’ultimo periodo, non si risparmiava, era sempre indaffarato nell’organizzazione dei memorial. Lui era così, anche se lo vedevi affaticato e gli dicevi di rallentare, ti rispondeva sempre di stare tranquillo, che stava bene. Stravedeva per i suoi nipoti, il piccolo Pietro, Luca e Sara. Quando parlavi di loro gli si illuminavano gli occhi».
Per anni è stato volontario del comitato locale della Croce rossa, nel ruolo impegnativo dell’organizzazione dei turni dei militi, ed era l’attuale presidente dell’Asd Palanzano 1946. Una passione quella del calcio, in particolare per il Milan, trasmessa dalla madre Edda e dal padre Pietro, che gli aveva dato il nome del suo mito, Gianni Rivera. «È sempre stato legato alla squadra del suo paese, prima come tifoso e collaboratore per la Gazzetta, scrivendo tabellini e articoli delle partite settimanali, poi come dirigente e infine come presidente dal 2014 – racconta Mattia Bertoni -. La squadra è sempre stata più di una seconda famiglia per lui, lottando e soffrendo per i suoi amati colori senza mai arrendersi, cercando sempre di risolvere i problemi con il dialogo, la pazienza e la saggezza. Perdiamo un grande uomo e un grande amico. Mi auguro che sapremo portare avanti con passione e determinazione il suo spirito per il bene della squadra che tanto amava». «Umiltà e abnegazione. Vicinanza e disponibilità. Erano queste, ed altre, le splendide doti di Gianni, di un uomo che sapeva che il tempo era così prezioso che non restava altro che donarlo a tutti e tutte – ricorda l’assessora Silvia Franzini a nome dell’amministrazione -. Da un’esistenza vissuta con tanta sobria passione, con tanta silenziosa dedizione, noi amministratori dobbiamo raccogliere il suo esempio».
L’ultimo saluto oggi alle 14.30 nella chiesa di Palanzano.

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