serie A 35a giornata
Risultati
Torino - Venezia 1-1
Cagliari - Udinese 1-2
Parma - Como 0-1
Lecce - Napoli 0-1
Inter - Hellas Verona 1-0
Empoli - Lazio 0-1
Monza - Atalanta 0-4
Roma - Fiorentina 1-0
Bologna - Juventus 1-1
Genoa - Milan 1-2
Classifica

La Roma batte anche la Fiorentina per 1-0 e allunga a 19 la striscia d’imbattibilità in Serie A. Un successo che tiene vivo il sogno Champions League per la squadra di Claudio Ranieri che sale a 63 punti in classifica. Decisivo un gol di Dovbyk (il dodicesimo stagionale in campionato), ma anche le parate di uno strepitoso Svilar. Al 26' Kean si libera di Celik e si presenta a tu per tu con il portiere che mura lo specchio all’attaccante viola. Il duello si ripete tre minuti dopo: stavolta Kean tenta un diagonale da posizione impossibile, ma non riesce a sorprendere il portiere serbo. Per la prima parata di De Gea bisogna attendere il 33'. Soulè premia la sovrapposizione di Celik che calcia di potenza col destro, trovando la deviazione in corner dell’estremo difensore viola. L’ex United si ripete nel recupero, deviando in calcio d’angolo un tiro di controbalzo di Shomurodov. Sugli sviluppi del calcio d’angolo successivo, a tempo scaduto (con annesse polemiche di Palladino), la Roma sblocca il risultato: Angelino scodella una palla al centro, Shomurodov fa sponda per Dovbyk che di testa da due passi realizza l’1-0. Nella ripresa la Roma sceglie di lasciare il possesso palla alla Fiorentina, che sfiora il pareggio al 65'. Il neo entrato Gudmundsson calcia a botta sicura dopo la corta respinta di Ndicka, ma trova il decisivo intervento con i piedi di Svilar. Palladino aggiunge il peso offensivo: fuori Pongracic e Richardson, dentro Colpani e Beltran. All’83' è il solito Svilar a salvare la Roma: Kean sfrutta un’indecisione di Mancini e calcia col destro, ma l’estremo difensore giallorosso blocca in due tempi. È il quindicesimo clean sheet per Svilar, che si gode l'ovazione dell’Olimpico, aspetta il rinnovo e sogna la Champions assieme a tutti i suoi compagni.
Il Monza è retrocesso matematicamente in Serie B. La matematica, a tre giornate dalla fine del massimo campionato, è arrivata con la sconfitta per 4-0 subita con l'Atalanta. La formazione brianzola ha 15 punti. Una sconfitta che sancisce la retrocessione aritmetica del Monza. I brianzoli perdono 4-0 contro l’Atalanta; decisiva la doppietta di De Keteleare e le reti di Lookman e Brescianini che spediscono i padroni di casa in B. I nerazzurri fanno invece un passo decisivo verso la qualificazione alla prossima Champions League piazzandosi a quota 68. I bergamaschi nel prossimo turno affronteranno la Roma. I biancorossi, invece, sfideranno l’Udinese. Gli orobici - nel silenzio della curva ospite per ricordare Riccardo Claris, tifoso nerazzurro scomparso dopo essere stato accoltellato nella notte per una rissa con un gruppo di tifosi dell’Inter - hanno iniziato creando occasioni a raffica: al 12' è arrivato il gol di De Ketelaere dopo l’ottimo suggerimento di Retegui, al 23' il raddoppio del belga dopo un errore della difesa di casa. Le due reti hanno spianato la strada agli ospiti, la squadra di Nesta ha abbozzato una reazione con Castrovilli, ma il gol dell’ex Fiorentina è stato annullato per una posizione di fuorigioco.
Il secondo tempo è proseguito sulla falsariga di quanto visto nei primi 45 minuti, dopo appena due minuti Lookman, con un’azione personale, ha siglato la rete del 3-0. Al 10' Ederson si è divorato il poker, il centrocampista brasiliano da due passi e con la porta spalancata, ha spedito a lato. Nessuna rete invece per Mateo Retegui, l’italo-argentino ha lavorato più per i compagni che per ritoccare il proprio record personale: al momento sono 24 gol in campionato in 32 gare giocate. Il quarto assolo dei bergamaschi è arrivato a due minuti dal termine, dopo una serie di rimpalli Brescianini si è inventato la girata che ha fulminato Pizzignacco.
Lazio che vince a Empoli di misura e sale a quota 63 punti: può ancora sperare nella qualificazione Champions League visti gli scontri diretti di questa giornata. I biancocelesti battono 1-0 in trasferta l’Empoli. Toscani che non sfruttano i risultati negativi delle dirette avversarie in corsa per la retrocessione.
Era già accaduto nella gara contro la Roma, nel primo minuto di gioco anche la Lazio passa al 'Carlo Castellani - Computer Gross Arena': stavolta ci vogliono appena 54 secondi. Cross al centro dalla destra dell’ex Hysaj per Boulaye Dia che tutto solo controlla di petto e infila Vasquez con il piatto. Gara subito in salita per i toscani già costretti a inseguire. La Lazio ha il controllo del gioco da subito con Guendouzi che dimostra di essere di altra categoria, mentre Castellanos è sempre pronto a essere servito e a rifinire per Dia e Zaccagni. Lo stesso argentino è molto pericoloso al 17' con Guendouzi che recupera palla in mediana e rilancia l’azione ospite servendo l'attaccante sui 30 metri, il destro dopo la girata è potente ma non trova l’incrocio dei pali. L’Empoli ci prova comunque, nonostante mentalmente sia a terra dopo lo svantaggio e con la vittoria che manca dall’8 dicembre 2024. Al 38' grossa ingenuità di Colombo che non toglie la gamba nel contrasto colpendo Gigot, per l’attaccante empolese è il secondo giallo in 4 minuti e arriva l’espulsione, era stato ammonito poco prima. Decisione molto contestata dall’Empoli che di fatto ha influenzato quasi tutta la gara. Scontro involontario, almeno così sembra dalle immagini, ma per il direttore di gara è altro giallo e conseguente cartellino rosso. Nel finale di primo tempo possesso palla prolungato della Lazio, poi Guendouzi prova un tiro cross che gira tantissimo e sembra poter finire nell’angolino basso sul palo più lontano di Vasquez si allunga e mette in angolo. Nella ripresa al 7' arriva il pareggio: sulla punizione calciata da Sambia, Solbakken spizza la sfera che con la deviazione di Romagnoli riesce a servire Viti per il tap-in sotto misura. Il Var però richiama l’attenzione dell’arbitro Colombo: gol annullato il fuorigioco di Viti. Si va avanti con altre due chiare occasioni per la Lazio; al 28' con Pedro che sfiora il palo e nel recupero con Isaksen che si vede parare un bel tiro da Vasquez. Finisce 0-1 per la Lazio: Baroni ancora imbattuto negli otto incroci tecnici contro D’Aversa. Con questo risultato i laziali hanno vinto tutte le ultime sei sfide di Serie A al Castellani-Computer Gross Arena contro l’Empoli. Per i toscani salgono a 20 le gare di fila senza vittorie (sei pari, 4 sconfitte).
Dieci anni di panchine, di gioie e dolori. E ora, dopo la conquista matematica della serie A maturata a due giornate dalla fine con il Pisa (nonostante la sconfitta in casa del Bari), Pippo Inzaghi cerca la sua quinta avventura nella massima serie dove in panchina ha debuttato esattamente dieci stagioni fa con il suo Milan.
Per Superpippo il successo di quest’anno è un gioiello paragonabile a quello del Benevento dei record condotto in serie A cinque anni fa con ben sette turni di anticipo scavando un solco profondissimo con gli avversari di allora (il Crotone secondo fu infatti distanziato di ben 18 lunghezze). Quest’anno meglio di lui ha fatto solo il Sassuolo, che per la categoria è una squadra di marziani. Lo Spezia ha provato a restare in scia, ma alla fine il Pisa ha centrato l’obiettivo con merito e a suon di gol.
La promozione certo, con il ritorno dei nerazzurri tra i big dopo 34 anni e con l’epopea del Pisa di Romeo Anconetani che appartiene ormai a un calcio che non c'è più, dove i presidentissimi sono stati pressoché definitivamente soppiantati dai fondi finanziari. Oggi la città della Torre si gode il trionfo dell’icona Inzaghi e confida nella proprietà del finanziere russo-americano Alexander Knaster per sognare una serie A non solo di passaggio ma come possibile consacrazione per un allenatore che prova a spiccare definitivamente il volo nella sua carriera in panchina. Tutto questo a Pisa, otto anni dopo un vecchio amico di Inzaghi, anche lui campione del mondo con l’Italia nel 2006: Rino Gattuso. Condottiero di un Pisa disastrato e senza proprietà che rischiava di sparire dal calcio professionistico e tenuto in vita grazie alla caparbietà del tecnico calabrese che mantenne per mesi il timone di una barca senza carburante (zero soldi e prospettive) e alla deriva scongiurando il rischio di un fallimento pressoché certo fino all’operazione salvataggio della famiglia Corrado (con il patron di allora Enzo Ricci) e la regia di Andrea Abodi, che nel 2017 era il presidente della Lega di serie B.
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