PARMA CALCIO
"Per me il mio nome è molto importante. È stata una scelta di mia mamma. Oggi conosco molto bene chi era Nelson Mandela. Tutti sanno chi era e io voglio avere la sua mentalità. So che devo fare tante cose per essere come lui: rispettoso, con la testa bassa e sempre pronto a lavorare". Così il centrocampista del Parma, Mandela Keita, in un’intervista rilasciata a Dazn a pochi giorni dal big match casalingo contro la Juventus, in programma domenica sera al Tardini. Il giocatore parla anche del legame indissolubile con la madre.
Al Parma Keita sta vivendo un’ottima stagione. "Sono maturato tanto vivendo in un paese come l’Italia. Qui il calcio è molto sentito e questa esperienza mi ha fatto crescere sia come calciatore che come persona, anche nella vita di tutti i giorni". A guidarlo dalla panchina un tecnico giovanissimo come Carlos Cuesta: "Per me l'età dell’allenatore non conta. Conta quello che trasmette. È una persona molto intelligente e le cose stanno andando bene, anche se possiamo sempre migliorare". Su van Bommel e Chivu, suoi ex allenatori dice: "Con allenatori che sono stati centrocampisti, come van Bommel, è più facile, perché capiscono subito le cose. Il consiglio più bello che ho ricevuto da Chivu è stato avere fiducia in me stesso. Questa fiducia ha cambiato tante cose nella mia vita. L’Inter vincerà lo Scudetto? Penso di sì, lo spero per lui".
La sua squadra del cuore, però, è spagnola. "Sono un grandissimo tifoso del Barcellona, davvero tantissimo. Guardo le partite ogni volta che posso, praticamente ogni giorno quando giocano. La mia passione per il Barcellona nasce da Ronaldinho. Guardavo i suoi video su YouTube quando ero bambino, cercavo di imitarlo: dribbling, giocate, fantasia. Poi è arrivato Messi e sono diventato un suo grande tifoso".
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