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Anastasia Rossi a Borgotaro e gli altri 85 femminicidi del 2020. Telefono Rosa: "Sono in aumento: urgente un piano"

Anastasia Rossi a Borgotaro e gli altri 85 femminicidi del 2020. Telefono Rosa: "Sono in aumento: urgente un piano"

02 Gennaio 2021,11:59

«86 non è solo un numero.86 sono i femminicidi del 2020. 86 donne, storie, nomi e vite spezzate». Lo afferma, in una nota, la presidente di Telefono Rosa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli tracciando un bilancio dell’anno appena concluso. 

«Abbiamo vissuto - sottolinea - un anno difficile, fatto di isolamento e restrizioni. Abbiamo convissuto con la paura per la nostra salute e quella dei nostri cari. La pandemia ha distrutto ogni equilibrio,lasciando nella nostra società strascichi devastanti e situazioni pericolose. Il fenomeno della violenza è tra gli effetti più preoccupanti. Durante il lockdown abbiamo assistito a un climax elevato di odio nei confronti delle donne, sfociato in ripetuti atti di violenza, vessazioni, abusi e femminicidi. Le donne sono state il bersaglio più colpito, senza esclusione di colpi. Lasciate purtroppo sole e indifese a combattere una battaglia dura». 

Nel mesto, drammaticamente lungo elenco delle donne uccise in quanto donne nel 2020, c'è anche quello di Anastasia Rossi a Borgotaro nel luglio scorso. E' stata uccisa dal marito Franco Dellapina, che si è poi tolto la vita.

«Come Presidente del Telefono Rosa - ricorda Carnieri Moscatelli - ho più volte lanciato l’allarme, ho messo a disposizioni tutti gli strumenti e le forze della nostra Associazione per sostenere le donne e i loro figli/e. Abbiamo urlato disperatamente per farci ascoltare dalle Istituzioni e dalla politica, ma in cambio abbiamo ricevuto solo silenzio e indifferenza. Gli investimenti scomposti e sconclusionati purtroppo risultano solo un’illusione per avere la coscienza a posto, è necessario un piano continuativo e una riforma morale e culturale, che tarda da troppo tempo ad arrivare».

«Quello che vogliamo come Telefono Rosa, come donne, come madri e figlie, non sono fondi fine a se stessi - sottolinea - ma un impegno concreto, un programma a lungo termine che con interventi seri e mirati possa davvero arginare, e perchè no, sconfiggere la violenza. Per farlo serve che tutti, e soprattutto le Istituzioni e la politica, abbiamo la voglia di collaborare attivamente. Dobbiamo creare tavoli di lavoro, formare i giovani, educare al rispetto e cambiare la nostra cultura che sempre più spesso svilisce le donne, mettendole all’angolo.

Noi ci siamo, lo dimostriamo ogni giorno ormai da più di 34 anni. Mai come quest’anno la violenza nei confronti delle donne è stata così brutale. Dieci donne in più rispetto al 2019 sono state vittime di femminicidio, senza contare i casi di cronaca che hanno interessato i bambini/e e i giovani. Non abbiamo più tempo e non possiamo certo perderne altro. Le modalità di tali crimini diventano, con il passare degli anni, più efferate. Veniamo ammazzate come gli animali: sgozzate, accoltellate, prese a martellate, massacrate di botte o strangolate, assottigliando sempre di più la sottile linea che divide l’uomo dalla bestia.

Nel mio percorso a sostegno delle donne non ho mai assistito ad un’escalation simile di violenza. Oggi da donna e da Presidente ho paura per il nostro futuro, ma spero che sia proprio la paura la molla per invertire tale tendenza. Lo dobbiamo a tutte coloro che non hanno più voce. Lo dobbiamo - conclude - ai nostri giovani, ai quali non possiamo consegnare una società fondata sulla regola del più forte. 86 non è solo un numero. 86 sono donne, storie, nomi e vite spezzate». 

 

© Riproduzione riservata

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