Lo scorso marzo ha compiuto 30 anni. Si chiama Gerald ma tutti, nel villaggio di Archers Post, in Kenya, lo chiamano «Mario» il mzungu, che in swahili significa 'persona di carnagione chiara/europea'. Una vita in silenzio, con un segreto tanto pesante quanto difficile da rivelare. Un’infanzia a combattere contro il suo aspetto fisico, contro quei lineamenti che di africano non hanno un granché, nulla di simile rispetto ai suoi coetanei e a tutti gli altri nel villaggio. Una vita a sopportare le dicerie e gli sfottò dei ragazzini, di chi diceva che lui fosse «il figlio del prete». Poi l’ammissione, la presa di coscienza e la liberazione. «Sì, sono figlio di un missionario italiano», ammette Gerald che, dopo 30 anni, ha deciso di rompere il silenzio.
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