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Aperta la Porta Santa: inizia il Giubileo della Misericordia

08 Dicembre 2015, 05:42

Al via oggi il Giubileo della misericordia. Alle 6:30 aprono i varchi d’accesso all’area blindata di San Pietro; è iniziata la messa al termine della quale papa Francesco aprirà la Porta santa, poi l’angelus e nel pomeriggio l’omaggio di Bergoglio alla statua dell’Immacolata a piazza di Spagna. Dalle 7 alle 19 no-fly zone in un raggio di 10 km; in campo 2.000 uomini delle forze dell’ordine e 900 vigili urbani; vietato trasportare carburanti dentro il Gra. In questo momento in piazza San Pietro ci sono circa 50mila persone. E’ quanto fanno sapere dalla Sala Gestione Giubileo, la sala operativa di Prefettura e Comune di Roma.

Aperta la Porta Santa (senza martelletto)

Il Papa, così come aveva fatto il suo predecessore Giovanni Paolo II nella notte di Natale del 1999, ha aperto la Porta santa di San Pietro spingendola con le due mani, ed entrato in Basilica, dando così inizio al Giubileo straordinario della Misericordia. Il papa emerito Benedetto XVI ha varcato la soglia della porta santa subito dopo papa Bergoglio. Ha salito i gradini sostenuto da mons. Georg Gaenswein ha nuovamente stretto la mano di papa Francesco.
Un rito diverso rispetto a quelli del passato, caratterizzato dal "martelletto2, che proprio Wojtyla aveva innovato. Prima del Giubileo del 2000, infatti, la Porta Santa veniva aperta facendo cadere il muro di mattoni che veniva eretto alla fine del precedente Giubileo: muro che i sanpietrini, cio gli operai della basilica, avevano gi staccato dagli stipiti e che era stato imbracato e messo su rulli per cadere tutto intero ed in un colpo solo.
I papi davano al muro un colpo simbolico, anzi esattamente tre colpi con un martello. Colpi che dopo la costruzione dei battenti di bronzo voluti da Pio XII vennero dati sui battenti stessi, invece che sul muro. L’ultimo martello usato, anche da Giovanni Paolo II per il Giubileo straordinario della redenzione del 1983, era d’oro e avorio ed era stato usato fin dal 1933 da Pio XI.

Selfie sulla Porta Santa

Dopo il Papa in tanti stanno varcando la Porta Santa per il Giubileo sella Misericordia. Ed anche l'evento sacro risente della moda del selfie. Molte delle persone entrate nella basilica, infatti, hanno il telefonino in mano e si fermano per immortalare il momento scattandosi foto.

La messa del Papa

Il giubileo - ha detto il Papa concludendo l’omelia - ci provoca a questa apertura e ci obbliga a non trascurare lo spirito emerso dal Vaticano II, quello del samaritano» ricordato da Paolo VI concludendo il Concilio. E «attraversare oggi la porta santa ci impegni a fare nostra la misericordia del buon Samaritano». «Riprendiamo con la stessa forza e entusiasmo» la «spinta missionaria» del Concilio, che 50 anni fa, prima che produrre documenti, «è stato un incontro, un vero incontro tra la Chiesa e gli uomini del nostro tempo». Lo ha detto il Papa nella messa durante la quale aprirà la porta santa di S.Pietro, per il giubileo della misericordia. «Oggi qui a Roma e in tutte le diocesi del mondo, varcando la Porta Santa - ha detto papa Francesco nell’omelia della messa giubilare - vogliamo anche ricordare un’altra porta che, cinquant'anni fa, i Padri del Concilio Vaticano II spalancarono verso il mondo. Questa scadenza - ha spiegato - non può essere ricordata solo per la ricchezza dei documenti prodotti, che fino ai nostri giorni permettono di verificare il grande progresso compiuto nella fede. In primo luogo, perchè, - ha sottolineato papa Bergoglio - il Concilio stato un incontro. Un vero incontro tra la Chiesa e gli uomini del nostro tempo. Un incontro - ha rimarcato il papa latinoamericano - segnato dalla forza dello Spirito che spingeva la sua Chiesa ad uscire dalle secche che per molti anni l'avevano rinchiusa in sè stessa, per riprendere con entusiasmo il cammino missionario. Era la ripresa di un percorso per andare incontro ad ogni uomo là dove vive: nella sua città, nella sua casa, nel luogo di lavoro? dovunque c'è una persona, là la Chiesa chiamata a raggiungerla per portare la gioia del Vangelo e portare la misericordia e il perdono di Dio. Una spinta missionaria, dunque, che dopo questi decenni riprendiamo con la stessa forza e lo stesso entusiasmo». 

I fedeli: non temiamo attentati

«Non ho per niente paura degli attentati, mi fa più paura la folla ma una fobia mia. Se ti deve succedere una cosa ti succede anche a casa e poi sono credente». «Non dobbiamo avere paura e il coraggio va trasmesso soprattutto ai ragazzi». Parole di alcuni dei fedeli che si stanno riversando in piazza San Pietro per l’apertura della Porta Santa.
«Noi siamo tranquilli perchè abbiamo visto talmente tanta, polizia, esercito - dice Cristina venuta con il marito e due amici da Poggio Rusco in provincia di Mantova -. Ci hanno controllato l’inverosimile quindi vuol dire che i controlli sono stringenti, noi ci sentiamo sicuri».

Politici e personalità

Presenti il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e la figlia Laura, il presidente del Consiglio Matteo Renzi e la moglie Agnese, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, il presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il commissario straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca e il prefetto di Roma, Franco Gabrielli. Non mancano delegazioni dall’estero: tra loro i Reali del Belgio.

Applausi per una bandiera francese

Mentre i fedeli in piazza San Pietro attendevano l’inizio della Messa di apertura del Giubileo, spuntata tra la folla una bandiera della Francia, nazione colpita dagli attentati del 13 novembre scorso. Tra i fedeli scoppiato un lungo applauso.

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