EXPORT
Segno positivo per le vendite dei prodotti alimentari italiani nel Regno Unito post Brexit, con una quota di mercato che dal 5,6% è arrivata oggi al 6,3% (+0,7%) dove svettano Prosecco, Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma, in un trend di riduzione delle importazioni totali.
A rivelarlo è il sesto Forum Agrifood Monitor, con un focus di approfondimento dedicato al mercato UK, ma anche a quello australiano per capire le potenzialità degli alimenti italiani in vista di un futuro accordo di libero scambio attualmente in fase di negoziato. Da qui la realizzazione di una doppia indagine condotta su 2 mila consumatori, secondo i quali quelli italiani sono i prodotti alimentari esteri più apprezzati, in particolare grazie al loro gusto e alla loro ottima qualità (lo indica il 35% in UK e il 23% in Australia).
Tale percezione è da ricondurre anche alle eccellenze esportate ben note ai consumatori e non solo in UK. In Australia il primato spetta al Parmigiano Reggiano seguito a breve distanza dal Prosecco e dal Chianti. In entrambi i Paesi, l’e -commerce è molto diffuso: il 34% usa spesso internet per acquistare prodotti alimentari e bevande, quota che sale al 45% tra gli inglesi. Il 40% del campione, inoltre, ricorre al web anche per acquisire informazioni sui prodotti da consumare (caratteristiche, storia del produttore, luoghi di produzione ). mercati.
Particolarmente alta è poi la sensibilità dei due mercati alla sostenibilità: sa quando è scoppiata la pandemia, per 6 consumatori 10 è diventato importante che i prodotti alimentari abbiano una confezione sostenibile oppure siano stati prodotti nel rispetto dell’ambiente o secondo standard etici. Quanto, infine all’identikit del consumatore di food made in Italy tracciato da Nomisma nei due Paese, sono millennials, ben istruiti e con reddito alto, residenti nelle grandi città (Londra e Sydney) e, soprattutto, attenti alla sostenibilità e digital engaged.
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