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Il regista di «Black Panther" Ryan Coogler è stato scambiato per un rapinatore ad Atlanta e fermato dalla polizia. L’incidente in una filiale della Bank of America risale a gennaio, ma solo ora Coogler, tra i più promettenti cineasti afro-americani di Hollywood, ne ha parlato pubblicamente con Variety.
Il cassiere aveva temuto una rapina quando l’entità dei fondi richiesti aveva fatto scattare un allarme sul sistema bancario. Informato il capo della filiale, aveva chiamato la polizia. Coogler era stato ammanettato e con lui erano state fermate altre due persone che lo aspettavano in un Suv fuori dalla banca. Bank of America ha poi fatto mea culpa. Coogler si trovava ad Atlanta per le riprese di «Black Panther: Wakanda Forever» che dovrebbe uscire in novembre.
Afro-americani innocenti scambiati per criminali sono quasi sempre ragazzi dei ghetti e il rischio fisico, di venir malmenati e talora uccisi, per loro è assai maggiore. L'incidente non è però il primo in cui celebrità nere finiscono senza ragione nei guai con i rappresentanti della legge: come quando Oprah Winfrey a Zurigo, cercando di comprare una borsa di Tom Ford, fu presa per una taccheggiatrice, o Danielle Watts, l'attrice di «Django Unchained» di Quentin Tarantino, fu scambiata a Los Angeles per una prostituta mentre era in macchina con il fidanzato. Nel 2009 a Boston, Henry Louis Gates, luminare degli studi afro-americani a Harvard, venne arrestato mentre cercava di entrare in casa dopo un lungo viaggio: essere neri provoca malintesi. Il caso Gates finì alla Casa Bianca costringendo l’allora presidente Obama, che fino allora aveva schivato il tema, ad ammettere che l’America aveva ancora, a dispetto della sua elezione, un problema di razzismo.
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